Che le “larghe intese” paralizzino la politica in innumerevoli campi è, per quanto deprecabile, scontato. Che l’unica soluzione sia quella di lamentarsi e protestare contro questo immutabile destino è meno ovvio. Anzi, è sbagliato. E dovrebbero rendersene conto anche i tanti laudatori della nostra Costituzione, alcuni dei quali sono veloci a richiamarla contro gli sconclusionati proclami berlusconiani, ma sono meno attenti a cogliere le potenzialità di un’arma che pure la Costituzione fornisce: l’iniziativa popolare.
Un’arma che consente sia di occuparsi di temi ai quali i partiti preferiscono non dare ascolto, sia di liberare i singoli parlamentari ed eletti ad ogni livello da vincoli ed esigenze di disciplina non solo “di maggioranza”, ma anche semplicemente di partito.
E’ in corso una campagna di raccolta firme per la legalizzazione dell’eutanasia, lanciata dall’Associazione Luca Coscioni, con Radicali italiani ed altri. E sono proprio i Radicali ad aver depositato in Cassazione un insieme di referendum, sulla giustizia e sulle libertà civili.

La prima occasione per farsi sentire è domani, sabato 1 giugno, a Roma, dalle ore 9.30 sino alle 18.00, presso la sala Capranichetta in piazza Montecitorio 125, dove si terrà la prima Assemblea referendaria del Comitato “Cambiamo noi”, nel corso della quale saranno presentati i quesiti e i promotori che sostengono i referendum su: immigrazione e lavoro, divorzio breve, una nuova politica sulle droghe, finanziamenti ai partiti e alle religioni.

L’assemblea è aperta a tutti i cittadini. Spero che saremo in molti.