In questi giorni si è consumata una cosa che nella sua semplicità di un carteggio di poche righe possiede in sé una potenza rivoluzionaria. Un coraggioso adolescente di 17 anni scrive una lettera alle istituzioni mettendole con semplicità di fronte a responsabilità gravissime. Una attenta presidente della Camera dei Deputati, non solo la legge ma decide di rispondere. E’ rivoluzionario innanzitutto aver sdoganato il fatto che non solo esistono ragazzi gay minorenni (nota apparentemente banale), ma che questi hanno già una chiara idea di ciò che li aspetta e sanno che se non possono cambiare la testa dei propri compagni di classe, almeno possono pretendere di essere tutelati dalle Istituzioni.

E’ rivoluzionario di certo che il Presidente della Camera decida di prendere una posizione contro l’omofobia netta e finalmente senza vari distinguo che strizzino l’occhio ad un certo elettorato, dando allo stesso tempo la straordinaria impressione che dall’altro capo del telefono non ci sia una segreteria telefonica.

Nb: A tale proposito ricordiamo che presso quella stessa Camera, la Commissione Giustizia solo 6 mesi fa ha bocciato il testo base contro l’omofobia e la transfobia lanciando così un chiaro messaggio al Paese. Ricordiamo anche che a bocciare la norma furono Pdl, Lega e Udc litigarelli su tutto ma uniti nel non voler tutelare i cittadini omosessuali.

I soliti scontenti militanti obietteranno (non a torto in effetti) che stiamo gridando al miracolo per ciò che dovremmo dare per scontato ricordandoci che nella stragrande maggioranza dei paesi le istituzioni stanno prendendo posizioni ben più progressiste e che i titoloni che campeggiano oggi sui nostri giornali, nei loro organi di stampa trovavano spazio trent’anni fa. Comunque il carteggio ha fatto un gran bene a tutti.

Tutto ok quindi ? No non tutto. C’è una sola nota stonata. Una frase che suona come un passo falso: “Non a tutti è data la fortuna di nascere eterosessuali”. Davide l’ha scritta dettata dai suoi 17 anni di esperienza di vita gli ultimi dei quali passati molto probabilmente a sperare di “svegliarsi eterosessuale“. Quindi ci sta.

Ma la Dr. ssa Boldrini invece di semplicemente riprendere quella frase nella sua risposta dandogli un implicito beneplacito, avrebbe dovuto approfittare dell’assist offertole da Davide per ribadire che la società che lei vuole plasmare (per lo meno dal punto di vista giuridico) non prevede che nascere eterosessuali “sia una fortuna”. Capiamo che la Boldrini abbia fatto tutto non in buona ma in ottima fede e la causa gay giustamente ringrazia, ma quanto ancora più rivoluzionario sarebbe stato suggerire al giovane Davide di non aspirare all’eterosessualità perchè nel 2013 l’Italia non può più permettersi di considerare i gay delle persone che hanno avuto la malasorte di nascere in questo modo.