Fratelli e sorelle. Padri e madri. Spazzati via da quello che chiamano “il bene superiore”. Come i 9 anni di Nadia Nencioni, i piccolissimi due mesi di Caterina, sua sorella minuscola, e i 22 anni di Dario Capolicchio, studente fuori sede come siamo stati quasi tutti. Io, Robs e un pugno di amici miei. E vostri. Senza mamma, senza cucina, con pochi soldi e pochissime risorse. Solo sogni. Interrotti, nel caso di specie. E poi Fabrizio Nencioni e Angela Fiume, papà e mamma normali. Come i miei, come i vostri. Morti straordinariamente. Senza un perché. O meglio un perché c’è. 

Dicono che lo Stato (mafia) trattasse con la mafia (Stato). E che quest’ultima (con i sedicenti servizi) avesse deciso di alzare il tiro. Per aumentare la posta. Colpendo innocenti. Persone per bene. Che vanno a letto, per alzarsi presto. E andare a lavorare, portare il pane a casa, studiare, coltivare sogni. Nessun eroe. Solo persone normali, per bene, nel posto sbagliato al momento sbagliato, mentre coltivavano solo giustezza, normalità, felicità. Interrotte.

Onore alle vittime innocenti di via dei Georgofili, spazzate via vent’anni fa dal tritolo mafioso e forse statale. Un Fiat Fiorino imbottito di esplosivo interruppe sogni, serenità, normalità e fette di vita umana. Senza un perché. Oggi Caterina Nencioni avrebbe vent’anni. Nadia ventinove. E sarebbero bellissime. E Dario sarebbe un architetto, felice, sposato con la splendida Francesca.

Ma lo Stato- mafia ci ha negato proprio questo: la bellezza! Disinnescarono le possibilità di futuro roseo nel momento in cui uccisero gli sprazzi di bellezza. E l’omertà di quei papaveri della storia ufficiale continua a voler farci credere che davvero buzzurri come Gaspare Spatuzza avessero interesse a fottere la bellezza. Solo quella. Senza che quella bellezza avesse contezza della loro esistenza.

Per qualche fortuita coincidenza, oggi inizia il processo sulla Trattativa Stato- Mafia. Non si sa cosa accadrà. Durerà anni. Ma Nadia, Caterina, papà Fabrizio, mamma Angela, il giovane Dario, meritano giustizia. Insieme a tutti gli altri. Insieme a noi. Chiunque abbia fottuto la loro bellezza, la nostra, merita di essere fottuto. Ad aspera, e per sempre.