Borghezio non si è autosospeso, come lui stesso ha dichiarato, è stato sospeso (per ora, in attesa della nostra, sospirata espulsione) dal gruppo “Europa della libertà e della democrazia” (Efd) di cui l’esponente della Lega fa parte.

Nella giornata di ieri mentre eravamo a Strasburgo a consegnare le 130mila firme raccolte sul sito Change.org un esponente britannico dell’Ukip, il maggior partito dell’Efd avrebbe chiesto con decisione l’espulsione di Borghezio dal gruppo. Segno che perfino gli euroscettici-nazionalisti-conservatori ne hanno abbastanza delle esternazioni razziste e offensive del loro collega italiano. Quando ieri siamo stati ricevuti dai capigruppo di socialisti e democratici, popolari, liberali, verdi, comunisti che, all’unisono hanno espresso vergogna per le dichiarazioni offensive dell’esponente del Carroccio ai danni del ministro dell’Integrazione Kyenge abbiamo subito pensato che non si trattasse di un incontro rituale ma di una forte presa di coscienza e di una indignazione vera della gran parte del parlamento europeo per le affermazioni del deputato del Carroccio.

La sospensione di Borghezio di oggi dal gruppo Efd è pertanto la vittoria di 130mila cittadini che hanno voluto ribadire un concetto: “fuori il razzismo dal Parlamento europeo”. Ora che dal Parlamento europeo si è levata una voce così forte nei confronti di Borghezio sarebbe ora e tempo che arrivasse un pronunciamento altrettanto netto dall’Italia magari appellandosi a quella legge Mancino che condanna gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali.