Dimenticatevi le tette, i lustrini, le donnine seminude travestite da infermiera sexy o da Ilda Boccassini. Smettete anche di chiedervi come stia di testa un tizio ultrasettantacinquenne che una volta alla settimana organizza cene con una ventina di ragazze in cui è (quasi sempre) l’unico uomo: tavolate durante le quali si mangia sempre lo stesso menù e si raccontano sempre le stesse barzellette. Non perdete nemmeno tempo a interrogarvi su cosa succede dopo. E se davvero credete alla versione di nonno Silvio – “niente sesso, sono Berlusconi”, viene da dire – non fatevi poi domande sulla solitudine un po’ triste di un vecchio tycoon prestato alla politica che, per piacere e avere la casa piena di giovani, è costretto a pagare le sue ospiti.

In questa storia, intanto, il vero problema non sono le ossessioni di un anziano signore, i reati eventualmente commessi (di questo se ne occupano i tribunali) o la disinvoltura delle sue cortigiane. Il problema sono i cortigiani. Sono gli uomini (e le donne) che (solo per ipocrisia) non farebbero mai commercio delle loro parti basse, ma che vendono, per denaro, potere, opportunismo e carriera, qualcosa d’infinitamente più prezioso: il cervello.

Discutere se ci sono o non ci sono le prove per condannare il leader del Pdl è infatti legittimo. Negare invece che con i suoi comportamenti Berlusconi, quando era premier, abbia consapevolmente messo a rischio la reputazione e la sicurezza del Paese, è da bugiardi.

Se ti porti a casa decine e decine di perfette sconosciute a pagamento, tra cui vi sono escort (per esempio Iris Berardi o Michelle Conceicao) o donne legate a personaggi implicati con il grande traffico di droga (il fidanzato di Marysthell Polanco), ti esponi al probabilissimo pericolo di ricatti, di incidenti e, proprio come è accaduto, di un loro coinvolgimento in clamorose indagini giudiziarie. La cosa, se sei un privato cittadino, ovviamente riguarda solo te, la tua famiglia e i tuoi amici. Se invece rappresenti una Nazione ha conseguenze su tutti. Anche economiche (vi ricordate come veniva trattato il Cavaliere durante i vertici internazionali?)

Oggi invece con fiumi di parole, in tv, sui giornali e in Parlamento, pure questo semplice principio, che non ha nulla da spartire con la morale o peggio ancora il moralismo, viene confuso, annacquato, nascosto.

E le interessate discussioni sul caso Ruby diventano nel mondo il simbolo di un Paese che sta scivolando dal declino al degrado, non perché lei fosse minorenne, ma perché le gattopardesche classi dirigenti italiane restano popolate da personaggi minori. Gente brutta. Gente pagata che pagherebbe per servire.