L’ultimo scandalo che ha coinvolto la magistratura amministrativa, in ordine di tempo, è l’arresto di un magistrato Tar, Franco Angelo Maria De Bernardi, per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio ed all’illecito commercio di oro e valuta estera.

Ciò che colpisce davvero è che, almeno stando alla ricostruzione fornita dall’Ansa, la associazione per delinquere svolgeva le proprie riunioni proprio negli uffici del tribunale amministrativo regionale per il Lazio.Ed allora, c’è da domandarsi: è mai possibile che una associazione per delinquere si senta tranquilla nel riunirsi proprio in un tribunale? Possibile che nessuno dei magistrati del Tar Lazio si sia mai accorto di questi summit delinquenziali?

Qualunque sia la risposta, è un episodio che inquieta e che, purtroppo (e solo limitarsi alla cronaca recente!), si aggiunge a molti altri: l’arresto dell’avv. Carlo Malinconico (ex Consigliere di Stato) per gravi fatti corruttivi, la condanna in primo grado di Gaetano Gifuni (ex segretario generale della Presidenza della Repubblica ed ex consigliere di Stato) per peculato, le indagini (a che punto sono?) sulla casa del Colosseo di Filippo Patroni Griffi (già ministro e Consigliere di Stato), le indagini sulla cricca che hanno portato alle dimissioni del presidente del Tar Lombardia Piacentini e che hanno visto intercettato il presidente De Lise, la richiesta di misura cautelare nei confronti dell’ex presidente del Consiglio di Stato Paolo Salvatore in una indagine che ha coinvolto anche due magistrati del Tar Campania, la condanna con decreto penale (attualmente opposto) per diffamazione aggravata del consigliere di Stato Raffaele Greco, il rinvio a giudizio per diffamazione del neo eletto membro del CSM dei giudici amministrativi Carmine Volpe, le indagini a carico del presidente del Tar Puglia dott. Urbano, la condanna per corruzione nei confronti del presidente Tar Reggio Calabria dott. Passanisi, le numerose indagini a carico del Consigliere di Stato ed ex capo del Sismi Nicolò Pollari. Probabilmente ne sto dimenticando altri ancora.

Non vanno nemmeno dimenticate le accertate e preoccupanti appartenenze massoniche (non dichiarate!) da parte di diversi consiglieri di Stato, su cui ho già scritto, e che l’uscente consiglio di presidenza della Giustizia Amministrativa non sembra aver preso troppo seriamente.

C’è da augurarsi che con l’elezione del nuovo “Csm” dei giudici amministrativi vi sia una maggiore attenzione all’etica dei giudici Tar e del Consiglio di Stato.

Infine, una curiosità territoriale: tutte le indagini che ho citato, pur riguardando spesso fatti accaduti in Roma, hanno avuto origine da inchieste di altre Procure (Milano, Firenze , Palermo) mentre la procura di Roma (che ha competenza sui giudici amministrativi romani) non ha sinora mai aperto autonomamente nessuna indagine (almeno di simile importanza mediatica) nei confronti dei giudici amministrativi.