Alcune immagini delle recenti vicende politiche italiane rimangono, a mio avviso, inspiegabili ed inspiegate. I presunti errori a valanga di Bersani e del Pd nelle candidature a Presidente della Repubblica subito impallinate, il “congelamento” dei 5Stelle, l’abbraccio pubblico di Bersani e Alfano, gli applausi dell’Aula di fronte alle sferzate del Napolitano rieletto: il tutto degno del teatro dell’assurdo e apparentemente privo di ogni logica.

Certo, tentativi di spiegazione ne sono stati fatti. Prevalgono, mi pare, le tesi di stupidità congenita ed irrimediabile del Pd o – per chi, come me alla stupidità congenita non ci crede – la tesi dell’inciucio ventennale. Sarà, ma a me non convince nemmeno quella. E trovo indegna la tesi secondo cui sarebbero le “influenze di Bruxelles” a determinare il corso della politica italiana, manco ci fosse una sorta di Spectre per di più schizofrenica, che un giorno butta giù Berlusconi e il giorno dopo lo piazza al governo di nuovo.

Mi pare invece che si dimentichino due fattori fondamentali e determinanti per capire la nostra attualità. Il primo è – manco a dirlo – il fatto che il leader del Pdl sia uno degli uomini più ricchi del mondo e i soldi, si sa, comprano tante cose. Non è più così inusuale nelle democrazie occidentali, ma è di fatto un’anomalia già conclamata con passate compravendite di senatori e deputati e aggravata dal fatto che questa ricchezza si fondi su attività economiche legate a doppio filo all’informazione dei cittadini.

Il secondo fattore mi è venuto in mente ascoltando una canzone di Bruce Springsteen:

Take a look around you (come on now)
It ain’t too complicated
You’re messin’ with murder incorporated

Già, tendiamo a dimenticarlo ma in Italia esistono e prosperano organizzazioni criminali note in tutto il mondo sotto il nome di “mafie”. Pensare che queste siano, al posto dell’Europa, la Spectre dietro ogni scelta politica italiana rientra nel dominio delle conspiracy theories. Ma dimenticarne il potere e l’influenza rientra nel dominio dell’ingenuità colpevole, soprattutto se a dimenticare sono i mezzi di informazione. Giovanna Maggiani Chelli lo spiega, a mio avviso, molto bene nel suo blog.

Mi sembra che il monito di Napolitano ai mezzi di informazione perché “collaborino”, visto alla luce di questi due fattori, assuma un significato più chiaro ma non per questo meno preoccupante.

Speriamo che Bruce si sbagli quando canta: “You can’t compete with murder incorporated”.

Disclaimer: Come riportato nella bio, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.