La delusione è grande, non solo nel M5S. Andare vicino a una Presidenza Rodotà, cioè a una stagione politica e a un governo di discontinuità…e sappiamo quanto bisogno ce n’è, in economia, nell’amministrazione, nelle riforme istituzionali per aprire il sistema politico… E poi assistere alla chiusura partitocratica di Pd, Sc, e Pdl, al peloso compiacimento dell’Europa (che teme la rivolta dei popoli europei contro il sado-liberismo). Ed ora, c’è persino il rischio di riforme istituzionali che chiudano ulteriormente gli spazi di partecipazione… È dura da accettare.

Ma la brutalità della disillusione può diventare è una trappola. Che, by the way, è stata subito cavalcata da Berlusconi e da alcuni altri esponenti della casta. I quali al danno hanno aggiunto le beffe. Provocando l’intolleranza delle folle grilline, sembra quasi che si voglia far fare al M5S la peggiore figura possibile nel suo primo momento difficile, allargando così lo spazio politico della restaurazione.

È una trappola, quella dell’estremismo, in cui non bisogna cadere, perché è immorale e perdente. Immorali sono loro: perché scambiare i ruoli? Anti-democratici sono loro, che la Costituzione la calpestano ogni volta che fanno una nomina, un concorso truccato, una spartizione politica di una municipalizzata: perché scambiarsi di ruolo, generando dubbi nell’opinione pubblica?

Le tentazioni della rivolta si vincono solo con una adeguata dose di umiltà: anche il M5S ha sbagliato nel manovrare. Rifiutando alleati e ricompattando tutti gli altri. Non chiarendo subito e in modo inequivocabile che non gioca allo sfascio, che conosce l’importanza di un governo, che stava solo mettendo dei paletti.

Per carità, gli errori ci stanno, soprattutto in un movimento giovane come M5S. Bisogna saperli accettare, e trarne degli insegnamenti. Perché il gioco si sta rivelando più sottile, più complicato di quanto si pensava. Ma la rivoluzione civile e democratica è appena cominciata.