Aspettando il quindicesimo Festival Suq delle Culture (dal 13 al 24 giugno al Porto Antico di Genova) hanno preso il via alla Loggia di Banchi gli “Incontri in Città” organizzati da Suq e Università (informazioni e appuntamenti), momenti di confronto tra operatori sociali e accademici sulle tematiche dell’urbanizzazione.
Abbiamo chiesto a Marco Aime, antropologo e coordinatore del progetto, cosa voglia dire “parlare del vivere in città” oggi.

Cosa vuol dire incontrarsi per “parlare della città”?
L’idea degli Incontri in Città è pensata su più anni. Il tema di questa prima rassegna è “Spazi, luoghi, persone” e nasce da un progetto avviato da don Virgilio Colmegna (fondatore della Casa della Carità di Milano) sul disagio in città; di lì matura una riflessione su Genova. Quello che non viene sempre fatto e che noi proponiamo è mettere a confronto uno specialista teorico e una persona che invece opera sul territorio.

E il pubblico?
Lo spirito di base è portare l’Università fuori dall’Università, a disposizione di tutti i cittadini. Spesso gli atenei non dialogano con la realtà esterna, e altrettanto spesso i cittadini, magari un po’ intimoriti, non si avvicinano neanche alle Università.

Quale concetto dell’ “altro” si vive oggi in città?
Non è il concetto di straniero. “Altro” è il senza dimora, l’omosessuale, il diverso… Mediaticamente il problema degli stranieri sembra quasi che sia scomparso. Nella città odierna tutta una certa umanità è “altra”. Uno degli obiettivi di questo laboratorio socio-accademico è, per esempio, avviare una mappatura dei senza dimora, che in molte città manca.

Genova non è una città facile da guardare nel suo insieme…
Per niente. Intanto soffre di centro storico-centrismo: abbiamo bisogno di fornire ottiche diverse, mappe diverse della città, che pur non essendo grande ha delle periferie lontanissime. Faremo l’esperimento anche divertente di come nei cittadini ci sia una percezione molto sbagliata delle distanze e della conformazione. E’ una città difficile da “immaginare”.

Il distacco tra la vita in città e il rapporto con la natura quali problemi sta causando?
Il principale oggi riguarda i bambini cresciuti unicamente in città, senza contatto con la natura. A Genova per esempio non c’è il “mare” come contatto, chi cresce qui ne ha una scarsissima percezione. Il mondo è solo quello che vedo. C’è poi un problema di recupero di spazi: tutto è organizzato, spazi urbani come cortili e piazzette una volta abitati e giocati dai ragazzini, sono oggi sempre più rari. La partita a pallone spontanea non si vede quasi più, tutto è regolato o interdetto… Curioso che invece molti di quegli spazi siano recuperati in questo senso da stranieri.

Abbiamo dei buoni esempi di urbanizzazione da tenere presenti?
Il primo che viene in mente a Genova è il Porto Antico, che ha ridato alla città uno spazio di ritrovo, di sole per gli anziani, in un’area prima brutta e chiusa al pubblico. Anche il Centro Storico oggi è assolutamente vivibile anche se fatica a scrollarsi di dosso questa immagine di “Bronx”, e mantiene un tessuto sociale vivo. Genova è complicata perché ogni volta che si interviene si lavora su una struttura molto antica. Una buona urbanizzazione è quella che ricrea le piazze come agorà, dove la gente esca. Si è assistito a una privatizzazione delle vite, se si è esce è per andare da qualcuno o a fare qualcosa, l’idea di stare fuori si è persa, la mentalità dell’incontro spontaneo è frammentata. Il paradosso è che oggi le nuove piazze sono i centri commerciali, dove però non si stabiliscono le relazioni. Quelli che erano considerati non-luoghi sono luoghi in tutti i sensi, di individualismo e consumismo. Poi ci sono le piazze digitali, che della piazza hanno la struttura ma non l’incontro, e il cui rischio è di perdere la capacità di relazionarsi.

Vi invitiamo a contribuire alla riflessione e al dibattito su queste tematiche seguendo i prossimi incontri, anche a distanza tramite i video e i tweet sulla nostra pagina Facebook e inviando le vostre foto per il concorso fotografico.Camminiamo insieme verso il 15° Suq Festival delle Culture, informazioni, eventi e laboratori su www.suqgenova.it!

di Giacomo D’Alessandro