Luis Durnwalder si avvia a lasciare la presidenza della Provincia di Bolzano, dopo quarantaquattro anni di politica e ventiquattro da governatore dell’Alto Adige. In autunno ci saranno le elezioni provinciali, che non lo vedranno in corsa. Prese il posto di Silvius Magnago, considerato il “padre” del moderno Sudtirolo e paladino della minoranza di lingua tedesca. Rispetto al suo predecessore, Durnwalder abbandonò i toni ideologici e s’ispirò a una Realpolitik. Allentò così le tensioni fra le diverse etnie, italiana, tedesca e ladina, e riuscì per un lungo periodo a governare con largo consenso.

Negli anni, soprattutto gli ultimi, è però prevalso il culto della personalità. Lo ha cercato, lo ha voluto, lo ha preteso. Lo ha evocato per se stesso, Durnwalder. Il suo settantesimo compleanno, nel 2011, lo ha celebrato con più di 500 persone a Castel Tirolo, un magnifico maniero sopra Merano. E lì, pubblico e privato si sono mischiati: c’erano i familiari ma pure una marea di politici. “Il ricevimento a Castel Tirolo l’ho dato in qualità di presidente della Provincia e non come persona privata”, ha dichiarato. Ha sostenuto di non aver impiegato denari pubblici, ma poi ha ammesso che “ai preparativi e all’organizzazione hanno collaborato dipendenti della Provincia”, cioè personale pubblico pagato dai cittadini. Per celebrare i compleanni precedenti, quelli per i 50 e i 60 anni, il governatore ha utilizzato il fondo riservato della presidenza della Provincia. Ma il clou si ebbe per i 70 anni di Kaiser Durnwalder. I festeggiamenti durarono quattro giorni e durante uno di questi gli fu intitolata la biblioteca dell’Università di Bolzano. Ci fu chi, in giunta provinciale, suggerì di regalargli una statua lignea a misura d’uomo, benché avesse già avuto in omaggio anni prima un busto in marmo. Lo stesso Consorzio dei comuni propose un prelievo di 10 centesimi per ogni abitante dai bilanci comunali da donare alla Caritas per opere in Africa a nome di Durnwalder.

Pure la sua Realpolitik ha fatto acqua nel corso degli anni. Non solo: settimane fa è stato condannato l’ex assessore provinciale Michl Laimer a due anni e otto mesi per lo scandalo nell’assegnazione delle centrali idroelettriche dell’Alto Adige per aver favorito la Sel, una società elettrica della Provincia. “L’assessore Laimer consentiva di avere conoscenza dei progetti dei concorrenti e di procedere alla sostanziale modifica e alla loro sostituzione facendo sì che Sel venisse dichiarata vincitrice di tutte le procedure concorrenziali e ottenesse il rilascio delle concessioni idroelettriche, con le aggravanti di avere arrecato alle concorrenti un danno di rilevante gravità, stimabile nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro”. L’accusa è del procuratore capo di Bolzano, Guido Rispoli, all’azienda della Provincia e all’assessore all’energia.

Mentre rimane desolatamente vuoto l’aeroporto di Bolzano. Ci sono gli hangar, la torre di controllo, le scale per far salire e scendere i passeggeri. Pure alcuni addetti sono al loro posto. Ma non c’è un solo aereo in arrivo e in partenza e non c’è un solo passeggero che attenda al check-in. Dal 2001 al 2015, perché gli investimenti sono già stati decisi, l’aeroporto di Bolzano costerà alle casse pubbliche 60.979.316 milioni di euro! E serve solo per far volare gli uccelli.

Ora il gruppo rap altoatesino Kravatte & Kravalle spopola su internet, raccontando gli scandali della politica locale. “Buongiorno Durnwalder… senza problemi avete cambiato le regole: è successo con gli amici in modo furbo”, canta il gruppo musicale.

La grande colpa di Durnwalder è essere rimasto troppo a lungo al potere e con troppo potere: lo ha logorato e lo ha spinto a favorire il culto della propria persona.