Ci mancava solo l’ennesima italica figuraccia. La vicenda dei due Marò mette in risalto ci sono stati troppi dilettanti allo sbaraglio e che si sono esercitati sulle spalle di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Sul piano internazionale e della diplomazia, a volte, contano più le parole delle leggi internazionali, almeno in alcune occasioni. L’Italia aveva dato la sua parola impegnando personalmente il suo rappresentante in India, l’ambasciatore italiano a New Delhi, Daniele Mancini. E ha mancato di rispettarla e passa per spergiuro. Anzi l’Italia ha fatto di più: ha pasticciato una situazione che poteva risolversi diversamente, forse per vie diplomatiche, benché i fatti si debbano comunque accertare. La licenza per votare, concessa ai due militari italiani, è apparsa agli occhi indiani come un modo fraudolento per svincolarsi dalla giustizia. Dalla loro tribunali, dalla Corte Suprema di quel Paese e da quell’accordo fra i due Stati. Appare che anche l’India abbia forzato i trattati internazionali, limitando la libertà di spostamento del nostro ambasciatore. “Ci abbiamo fatto una terribile e grandissima figuraccia”, fanno trapelare dalla Farnesina.

Ora, però, il governo Monti spaccia il ritorno dei due Marò come un accordo tra i due Paesi. Si sarebbe così evitato la pena di morte per i due soldati. Grazie tante! E adesso che cosa li aspetta: la galera per anni? Non era meglio affrontare il processo in India: verificare se i nostri soldati erano davvero in acque internazionale, come sostiene il nostro governo e come sembra, e se abbiamo rispettato le regole d’ingaggio. Il governo si è dimenticato della strage del Cermis, quando, nel 1998, un aereo statunitense tranciò le funi della funivia, che precipitò per 150 metri, schiantandosi al suolo. Venti persone rimasero uccise. Allora fu un gioco omicida di un pilota, questa volta è diverso. Tuttavia, allora il mondo politico chiese di poter processare in Italia l’intero equipaggio del Prowler e il premier Romano Prodi andò negli Stati Uniti per protestare.

Ma proprio nelle convulse ore per far tornare i due Marò in India, proprio quando le commesse militari italiane sembravano bloccate, ecco che arriva la notizia: l’India ha dato via libera alla commessa da 300 milioni di euro per i siluri di Finmeccanica. I nostri militari in cambio della commessa sulle armi? Speriamo sia solo una coincidenza.

Intanto i due Marò partono e il governo Monti con i suoi ministri “tecnici” con le loro gaffe internazionali da dilettanti allo sbaraglio.