Qualche tempo fa, con gli studenti detenuti di Rebibbia, abbiamo fatto una serie di lezioni per capire meglio le caratteristiche della crisi economica che ha investito e sta affliggendo l’Italia e buona parte del mondo. Alcuni studenti mi segnalarono che Piero Angela aveva dedicato una intera puntata del suo programma televisivo a quegli argomenti, spiegandoli con la sua straordinaria chiarezza e semplicità. Di qui l’idea di chiedere agli studi Rai una registrazione da mostrare a tutti gli studenti che, ovviamente, non hanno la possibilità di rivederla su Internet. Meglio ancora se a presentarla fosse stato lo stesso conduttore, da inserire nel progetto “Libertà e sapere” con cui da anni invitiamo autorevoli rappresentanti della cultura e delle istituzioni. Piero Angela ha accettato senza problemi.

Dopo ferventi preparativi e grande attesa, il giorno dell’incontro è arrivato. Ho avuto il piacere di andare prendere personalmente a casa il relatore con la moglie Margherita Pastore e Laura Falavolti, curatrice di Superquark. Persone serene, riservate, “normali”. All’arrivo, abbiamo trovata la sala gremita, con tutto il personale che lavora nella Casa di reclusione, la polizia penitenziaria, gli studenti ristretti e una rappresentanza di studenti esterni dell’Istituto “Von Neumann” accompagnati dai rispettivi professori.

Avevo in mente delle parole da dire in presentazione dell’incontro. Volevo parlare della particolarità del “personaggio” che ha qualcosa di miracoloso ed eroico: categorie ingombranti che, per quel che ho capito di lui, uno come Angela rifugge. Si tratta di un uomo che “piace” a tutti, in modo trasversale e intergenerazionale; uno che unisce, in un’Italia profondamente divisa, tanto da sembrare ingovernabile. Conduttore di una televisione pubblica che, negli ultimi vent’anni di non-concorrenza al ribasso delle tv commerciali, ha subito un pauroso svilimento della propria offerta culturale. In questo clima Piero Angela è riuscito a portare la scienza, per propria natura laica e minoritaria, in prima serata su RaiUno. E non c’è nulla di più “miracoloso” che parlare di scienza in un paese in cui dominano le spinte irrazionali nelle più diverse forme e direzioni. Se mi sono mancate le parole per esprimere tutti questi concetti non è solo per l’innegabile emozione che mi ha inaspettatamente colto. È che sono stato investito dalla carica di umanità che sta dietro la visita di Piero Angela nel “nostro” istituto penitenziario. Lui e le sue accompagnatrici: come sempre, le donne con il loro ruolo insostituibile e quasi salvifico per la nostra società.

Si è parlato di economia e di televisione, con il relatore pungolato dalle domande e dai puntuali interventi dei nostri attentissimi studenti. Ma ciò che più è emerso da questa giornata è la lezione di vita che Piero Angela ci ha voluto regalare. Con la sua storia personale, un esempio di curiosità inesauribile e entusiasmo che non è mai venuto meno in sessant’anni di brillante carriera. Il tutto condito di umiltà, correttezza esemplare e profonda onestà intellettuale, valori che solo apparentemente sembrano appannati nell’odierna società. Per tutti questi motivi mi sono permesso di richiamare gli “altissimi meriti in campo scientifico” di cui parlala Costituzione. In passato furono nominati Senatori a vita politici come Andreotti e Colombo. Oggi c’è aria di cambiamento in Italia: non è dato sapere se in meglio o in peggio. Ma già una onorificenza assegnata a un uomo come Piero Angela sarebbe un segnale indiscutibilmente positivo.