La ignoranzia non avendo né fine, né regola, né misura, procede furiosamente e dá mazzate da ciechi. (Francesco Guicciardini)

Il leader del M5S questa volta ha fatto un passo in avanti, non cita wikipedia ma il Devoto Oli per descrivere gli intellettuali, nuova categoria e “casta” su cui inveire

“L’intellettuale non è mai sfiorato dal dubbio, sorretto com’è da un intelletto fuori misura per i comuni mortali. Se si schiera lo fa per motivi etici, morali, umanistici su indicazione del partito” è il commento del leader del M5S, che continua: “La funzione principale degli intellettuali è quella di lanciare appelli”. Innanzitutto va ricordato a Grillo che ci sono e ci sono sempre stati intellettuali indipendenti che hanno esercitato il libero pensiero andando contro corrente e regalandoci pagine meravigliose di storia, cultura, musica e arte. Inoltre l’ultima frase di Grillo ricorda il motto di Tremonti “con la cultura non si mangia”. Vorrei precisare che intellettuale è chiunque usi l’intelletto, intelligenza deriva da “ intelligere”, cioè saper discriminare: ad esempio una persona che usa l’intelletto dovrebbe essere in grado di discriminare se una notizia è una bufala o verità, dovrebbe essere in grado di discriminare tra complottismo di bassa lega e realtà. Un intellettuale è una persona che usando l’intelletto è capace di fare un servizio pubblico: di dimostrare ad esempio che credere nelle scie chimiche, nei protocolli di Sion, nei microchip e in altre fandonie, è non solo irrazionale ma pernicioso. Un intellettuale (ovvero una persona che usa l’intelletto) è qualcuno che fa cultura e la diffonde, come Dario Fo, ad esempio. Quindi mi chiedo, sono buoni solo gli intellettuali che piacciono a Grillo o che peggio si sono convertiti al M5S? Forse è il caso di ricordare “Brunetta, che confondeva la cultura con i raccomandati della cultura quando se la prendeva con i cineasti,  chiedendo a Bondi di chiudere il rubinetto del FUS (Fondo Unico per lo spettacolo). L’intento è fare terra bruciata, porre le basi di un nuovo consenso, quello berlusconiano. Berlusconi stesso ha invitato a NON leggere i giornali, a guardare la televisione. E’ questo il suo programma ‘culturale’, da sempre, oltre che, oggi, una linea difensiva.”

“Con l’idea del primato dell’azione procede di pari passo il disprezzo per gli intellettuali in quanto ceto a sé stante che pretende di porsi al di sopra della mischia”. (Bobbio sul fascismo).

Attenzione a generalizzare e a porre in categorie da odiare chi fa informazione cultura: prima i politici (senza distinzioni), poi i giornalisti (senza distinzioni se non quelli esteri), ora gli intellettuali? 

I giornalisti hanno il dovere di raccontarci i fatti. Il M5S è diventato la seconda forza politica più importante del paese, ci mancherebbe altro che non si cercasse di intervistarli e capire cosa hanno da dirci. L’informazione non può essere calata dall’alto tramite un blog. Il rifiuto di Grillo di dialogare e di un confronto è pura tecnica dello spettacolo: mi sottraggo così la curiosità cresce e tutti parlano ancora più di me. Anche i giornalisti del Fatto vengono cacciati dalle riunioni, c’è un video oggi (anche se poi la cronista è stata riammessa). Stanno solo facendo il loro lavoro: informare. Così come ci sono tantissimi intellettuali che fanno cultura. Disprezzare tutti ficcandoli in un unico calderone non va bene.

“Nulla al mondo è più pericoloso di una sincera ignoranza e stupidità di coscienza”. Martin Luther King