Il titolo per rispondere all’inchiesta dell’Espresso è “L’autista, la cognata e l’Ingegnere”. Così il sito di Beppe Grillo risponde (e fa il verso) al settimanale che pone dubbi su alcuni investimenti in Costarica di Walter Vezzoli, autista di Grillo. Il blog attacca il settimanale con un fotomontaggio della copertina de L’Espresso: al posto di Grillo, presente nell’originale, c’è l’immagine dell’Ingegnere, cioè Carlo De Benedetti. L’articolo, invece, riporta l’intervista a Vezzoli del Fatto Quotidiano che esclude investimenti sospetti. 

Grillo si rivolge direttamente “ai giornalisti de l’Espresso“: consultare Wikipedia e scoprire che per società anonima (Sociedad Anonima, abbreviazione: S.A.), in Costa Rica e in quasi tutti i Paesi del mondo in cui si parla spagnolo, si intende quella che in italiano viene comunemente denominata società per azioni”. E invita alla verifica delle fonti. “La Costa Rica – si legge – non è paradiso fiscale già dal 2011. Questa è la lista Ocse dei Paesi con gli standard fiscali riconosciuti dall’organismo internazionale in cui compare la Costa Rica insieme agli altri stati come l’Italia”.

Sulla vicenda interviene anche in prima persona Simone Pennino, che sarebbe coinvolto – secondo l’Espresso – nel progetto di un resort in Costarica con Vezzoli: “Adesso vi racconto io la verità visto che a questo progetto ci lavoro” scrive su facebook. “Che delusione! e questo è quello che sapete fare? questi sono i grandi attacchi mediatici?”, esordisce Pennino, in cui si presenta come progettista e grafico del sito di Ecofeudo, il nome dato al resort. “Www.ecofeudo.com è un progetto appoggiato dal presidente della Costarica Oscar Arias Premio Nobel per la pace”, scrive Pennino. “Questo perché l’intenzione era fare un ospedale e dare un lavoro ai villaggi in Costarica che sono minacciati quotidianamente dalle multinazionali del turismo che devastano con il cemento zone naturali incontaminate deviando per esempio corsi d’acqua – aggiunge – Continuo dicendo che ecofeudo non esiste questa è la più grande gaffe che si potesse fare mentre per la casa di Fini, o il bunga bunga di Berlusconi il soggetto degli scandali c’era. Qui non c’è neanche il presunto resort (se un ecovillaggio si può chiamare così poi) e sapete perché???? L’ecovillaggio non esiste non è stato costruito avete capito bene”.

L’Espresso – scrive ancora il militante M5S – ha fatto un articolo su cose inesistenti per attaccare Grillo stavolta sono caduti molto in basso, per di più facendo pubblicità ad un progetto spettacolare come questo (basta visitare www.ecofeudo.com ) per capire che si tratta di uno spettacolare sogno – conclude, linkando la home page del sito -. Aiutateci a diffondere la verità e l’ennesima cazzata di questi media oramai alla canna del gas e dovremmo vergognarci noi? o si dovrebbe vergognare questo giornale se cosi si puo chiamare che prende milioni di euro di finanziamenti pubblici?”.

Secondo l’Espresso, Pennino sarebbe segretario della Ecofeudo SA a fianco di Vezzoli, che è il presidente, e di Nadereh Tadjik, cognata di Grillo e tesoriere. In Italia – sempre secondo il settimanale – Pennino era azionista al 46% della Sim Cooling Technologies, società che si occupava di nuove tecnologie, in cui Vezzoli aveva il 44%. I due avrebbero venduto l’anno scorso le quote ad un nuovo socio, Andrea Musci. Pennino e Vezzoli “condividono anche l’impegno per Zerogas – scrive l’Espresso -una sorta di rete di attivisti vicina ai meet up grillini, che propugna la rivoluzione energetica”.

Dopo le reazioni interviene anche la redazione dell’Espresso che puntualizza e replica a quanto scritto nel sito: “Contrariamente a quello che sostiene il blog di Beppe Grillo, L’Espresso non ha mai parlato di ‘società anonime’ aperte da Walter Vezzoli in Costa Rica. Noi abbiamo scritto che l’autista di Grillo risulta amministratore di 13 società in Costa Rica, tutt’ora attive. In Costa Rica per le ‘sociedad anonimas’, così come per tutte le altre società, non c’è trasparenza su azionisti e bilanci. Proprio come succede, per esempio, in Svizzera e nei paesi caraibici”. “Fino al 2009, quando vennero create le 13 società di Vezzoli, il Costa Rica – sottolinea L’Espresso – era anche inserito nella lista nera dell’Ocse e dell’Agenzia delle Entrate come paradiso fiscale. Oggi, l’Agenzia delle Entrate considera il Costa Rica un paese a fiscalità privilegiata per ‘attività i cui proventi affluiscono da fonti estere’”. Quanto al progetto Ecofeudo, conclude il settimanale, “la società omonima creata da Vezzoli, dalla cognata di Grillo e da Simone Pennino risulta ancora attiva, così come il documentatissimo sito Web che propaganda il progetto per la costruzione di un resort”.