Fiat e sindacati hanno raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto per gli oltre 80 mila lavoratori del gruppo. L’aumento di 40 euro lordi partirà da febbraio. L’ultimo nodo sulla decorrenza dei pagamenti degli aumenti quindi è stato sciolto: dal 1 febbraio scatterà quello riguardante i minimi tabellari di 40 euro lordi mensili e da aprile quello dei 120 euro, rispetto ai 103 attuali, del premio di competitività.

I sindacati erano ottimisti sull’incontro previsto all’Unione Industriale di Torino. Si sperava di raggiungere rapidamente un’intesa concludendo così una lunga trattativa iniziata nel luglio scorso. La questione ancora da risolvere era quella della data di decorrenza dell’aumento di 40 euro lordi al mese: i sindacati chiedevano che fosse calcolato già da gennaio mentre l’azienda vorrebbe far scattare l’aumento da marzo. “Siamo soddisfatti per essere riusciti a raggiungere un accordo economico in un momento di grande difficoltà per i mercati” fa sapere un portavoce dell’azienda.

Il contratto Fiat prevede un aumento maggiore di quello di Federmeccanica sia a livello mensile, sia nel totale annuo: 40 euro mensili contro i 35 euro mensili, 480 euro annuali contro 455 euro. Da aprile sarà invece erogato il premio di competitività, pari a 120 euro lordi. Per i primi tre mesi sarà dato quello dell’anno scorso pari a 103 euro lordi. Il premio sarà calcolato in base alla presenza in azienda con l’esclusione delle assenze per malattie brevi, infortuni, ricoveri ospedalieri, convalescenze, maternità e periodi di allattamento. L’accordo sarà valido solo nel 2013. Nel mese di ottobre riprenderà il negoziato sul biennio salariale 2014-2015 e già dal mese prossimo per gli altri aspetti normativi del contratto.

“Un contratto necessario, onesto ed efficace. Siamo lieti di averlo firmato con Fiat, perché risponde alle esigenze di circa 80.000 addetti del Gruppo. Ma c’è di più: è il segno indissolubile dell’impegno produttivo della casa automobilistica in Italia nell’anno in cui si registrerà la fusione definitiva tra Fiat e Chrysler” afferma Rocco Palombella, segretario generale della Uilm nell’esprimere soddisfazione per la “soluzione positiva a cui è giunta oggi la vertenza per il rinnovo del contratto specifico di primo livello”. “Tutti si domandano come rispondere alla crisi che è ancor più virulenta per quanto concerne il settore dell’auto in Italia e in Europa. Noi abbiamo risposto – prosegue – nell’unico modo possibile che è consentito ad un sindacato, cioè rinnovando i contratti e lavorando perchéle aziende continuino ad investire all’interno dei confini nazionali, tutelando così il lavoro, i lavoratori ed i diritti ad essi collegati. Onore al merito di Fiat che ha condiviso questa azione insieme a noi”.

“E’ stata una trattativa lunga e difficile, caratterizzata da una situazione di forte crisi del settore automobilistico, che ha portato spesso l’azienda ad assumere posizioni di rigidità. Siamo riusciti con caparbietà e determinazione a superare anche i momenti di crisi del negoziato, questo ci ha consentito oggi, di trovare un’intesa positiva e di fare un rinnovo contrattuale per i lavoratori e le lavoratrici di Fiat” dice il segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano. Intanto il segretario generale  della Cisl Raffaele Bonanni oggi a Palermo è tornato a parlare della questione dello stabilimento di Termini Imerese: “Non credo che la Fiat voglia più investire in Sicilia avendo dismesso l’opificio che aveva, peraltro in un momento in cui il mercato dell’auto non solo in Italia, ma in tutta Europa ha avuto un calo del 30 per cento. Ecco perché i francesi stanno chiudendo alcune fabbriche, la General Motors sta chiudendo anche in Belgio. Per la verità fino ad ora non abbiamo perso ulteriori posti di lavoro come è  successo qui in Sicilia”.