I leader del Movimento 5 Stelle, si sa, non amano parlare con la stampa italiana. E così Gianroberto Casaleggio sceglie ancora una volta il Guardian per la sua prima intervista post voto. La mente del M5S aveva già rilasciato un’intervista al quotidiano britannico qualche settimana fa, nella quale aveva paragonato Beppe Grillo a Gesù e aveva sottolineato l’importanza del web nella diffusione del messaggio politico del Movimento

Ora, giocoforza, Casaleggio deve confrontarsi con l’agenda politica, che imporrebbe la formazione di un governo. Il boom elettorale ha consegnato una responsabilità forte al Movimento. Casaleggio però conferma la posizione espressa da Grillo nelle ultime ore: nessun accordo a tavolino, nessun appoggio a Bersani e al Pd. “Se si formerà un governo – dichiara Casaleggio – il Movimento 5 Stelle voterà per tutto ciò che è parte integrante del suo programma”. Ma poi aggiunge: “Il presidente della Repubblica deciderà a chi dare il mandato, per tentare di fare un governo. Lui deciderà se ci sono le condizioni per formare un governo e se quel governo ha la fiducia alla Camera e al Senato. Noi non vogliamo entrare in quel processo”.

Casaleggio ribadisce che il suo obiettivo a lungo termine è quello di portare il M5S al potere da solo, senza alleanze. Fino ad allora, non ci sarà nessuno accordo con altri gruppi politici. Il co-fondatore del Movimento ha detto che gli osservatori sbagliano a considerare il successo elettorale del M5S una semplice reazione alla crisi economica e alle politiche di austerità favorite dalla Germania. Anche se la crisi ha accelerato il progresso del Movimento, secondo l’imprenditore informatico il successo è stato essenzialmente prodotto da Internet, uno strumento che ha favorito la democrazia diretta, sposata e praticata fin da subito dai militanti. “Quello che sta accadendo in Italia è solo l’inizio di un cambiamento molto più radicale – ha aggiunto -. E’ un cambiamento che sta andando a toccare tutte le democrazie”.

Riguardo allo scenario politico dei prossimi mesi, Casaleggio dice di non aver particolari suggerimenti da dare, ma lascia intendere di non disdegnare la prospettiva di un nuovo governo tecnico, come quello guidato nell’ultimo anno da Mario Monti: “Il governo Monti aveva una maggioranza che ha permesso di votare molte leggi e decreti”, ricorda il guru del web. Casaleggio sa che una prospettiva del genere non farebbe altro che screditare ulteriormente gli altri partiti agli occhi dell’elettorato, rafforzando al tempo stesso il ruolo del Movimento come unica vera alternativa.

Casaleggio nega di avere avuto contatti in questi giorni con gli esponenti di altri partiti, come riportato dalla stampa italiana: “Nessuno mi ha chiamato. Prodi? L’ho visto quattro mesi fa a un pranzo organizzato dal World Economic Forum. Mi ha riconosciuto e mi ha salutato”. E sulle prospettive a lungo termine del Movimento sostiene che tutto dipenderà dalla “capacità di essere coerenti” con le idee espresse in questi anni. Se il Movimento restarà ancorato ai suoi principi, “sarà certamente in grado di crescere”.