La (crudele) ironia della sorte ha voluto che il fotografo reporter in Siria Olivier Voisin, 38 anni, sia morto venerdì scorso a seguito dell’esplosione di una granata nella regione siriana di Idlib, a due giorni dall’anniversario della morte di Remi Ochlik, il fotografo vincitore del World press photo 2012, ucciso a Homs assieme alla reporter Marie Colvin.

Pericolosa la Siria per chi fa informazione. Dal marzo del 2011 hanno perso la vita 23 giornalisti e 54 citizen-journalists. Con la sua matita anche Akram Raslan cercava di fare informazione. E non si sa più nulla di lui. Desaparecido. Raslan è un vignettista siriano arrestato dai servizi segreti militari di Damasco lo scorso 2 ottobre, prelevato dall’intelligence militare nella sede del giornale in cui lavorava. I suoi colleghi, che hanno testimoniato l’arresto, temono il peggio visto che non sono pochi i detenuti morti per le torture subite nelle carceri dei servizi segreti.

Laureato in letteratura, Akram Raslan, classe 1974, ha lavorato per diverse testate siriane e arabe prima di approdare al giornale governativo al Fida.

Il lapis sarcastico di Akram Raslan aveva più volte provocato il regime, mettendone in risalto le contraddizioni. Faceva insomma il suo lavoro Raslan, rappresentando giornalisti imbavagliati o in veste di pittori bugiardi, o un carro armato che lascia distruzione mentre diffonde le belle parole “riforme” e “dialogo”.

Per questo Caterina Pinto che ha vissuto a Beirut e Damasco e che scrive per il portale online SiriaLibano, ha deciso di lanciare una petizione per proporre Akram Raslan come candidato per il premio che il Cartoonists’ Rights Network International (CRNI) assegna ogni anno a un disegnatore che si trova in una situazione di rischio o che ha dimostrato coraggio nell’esercitare il suo diritto di libertà d’espressione. “Il premio ad Akram Raslan – ha dichiarato Caterina – non sarà solo un riconoscimento al suo lavoro di disegnatore: sarà un modo per richiamare l’attenzione della comunità internazionale sul destino di una persona arrestata arbitrariamente e di cui si sono perse le tracce da mesi solo perché ha osato dire pubblicamente la verità.”