Di certo nella fusione Unipol-Fondiaria Sai per i lavoratori non c’è quasi nulla. Ad eccezione degli esuberi. Più che una riorganizzazione una vera e propria decimazione, visto che il personale coinvolto nell’operazione supera le 8mila unità e ad essere tagliati secondo i sindacati saranno oltre 2200 posti di lavoro. Un’operazione (e un taglio) epocale per il gruppo assicurativo Unipol, colosso finanziario saldamente in mano alle principali coop italiane, Coop Adriatica e Coop Estense incluse.

Per protestare contro “una gestione aziendale alla Marchionne”, i lavoratori Unipol hanno scioperato per tre ore, marciando attorno e dentro il centro direzionale Unipol di Bologna e portando una bara fin dentro gli uffici del personale, quasi completamente deserti. “O sono scappati in massa o hanno scioperato anche loro”, scherza un manifestante.

“Oggi celebreremo la messa funebre della nostra compagnia”, urla un sindacalista al megafono mentre il corteo di quasi 200 dipendenti si snoda per i corridoio del centro direzionale aziendale. “Quest’anno Unipol compie 50 anni e festeggia licenziando i propri dipendenti. I valori etici fondativi della società dove sono finiti? Perché i manager non ci vogliono dare risposte?”.

“Siamo tutti sotto attacco – racconta Rita – i 2.240 esuberi annunciati possono essere ovunque, chiunque può essere colpito. La vecchia Unipol dei valori è ormai deceduta, ecco il perché della bara. Se non ritireranno i licenziamenti protesteremo ad oltranza”. E certo lo sciopero non è usuale per un’azienda che è sempre stata in buona salute. Ora, calcola la Cgil, al netto dei prepensionamenti ci saranno almeno 500 licenziamenti. Senza contare che la metà dei 2mila lavoratori dichiarati in esubero sarà ceduta a società esterne, ma anche su questa partita non ci sono certezze.

“Sono 16 anni che lavoro qui – spiega al megafono Giorgio – Di scioperi ne abbiamo fatti tanti, ma sempre per il miglioramento del contratto. Questa è la prima volta che ci vengono comunicati dei licenziamenti. Purtroppo i valori della cooperazione che ho trovato qui dentro quando sono stato assunto sono spariti”. “Ci avevano parlato di concertazione invece hanno disdettato i vecchi accordi e si tengono le mani libere per i licenziamenti – spiega Gianni Luccarini della Fisac-Cgil nazionale – Ci hanno detto di non preoccuparci, poi però hanno aggiunto di non potere mettere nero su bianco che non licenzieranno nessuno. Noi vogliamo fare una trattativa con numeri certi, e tutelare tutti i lavoratori. E’ la prima volta che con Unipol ci troviamo in una situazione del genere”.

Nel 2012 Unipol, dopo un aumento di capitale di oltre un miliardo di euro, ha assunto il controllo di Fondiaria-Sai rilevandola dalla famiglia Ligresti con la regia di Mediobanca, creditrice di entrambi i gruppi assicurativi. Un progetto ambizioso che, se dovesse andare in porto nonostante i numerosi ostacoli, darà vita ad un gigante e, per citare i documenti finanziari legati all’operazione, “generare valore per tutti gli azionisti delle società interessate al progetto”. Ma si sa, tutti i progetti di integrazione e di creazione di valore hanno le loro spine, e questa volta ad andarci di mezzo sono i lavoratori. “Il problema – conclude Andrea, 20 anni di lavoro in azienda – è che fino ad oggi il rispetto delle persone è sempre stato messo davanti a tutto. Adesso non è più così. Abbiamo paura delle scelte dei nostri manager”.