Il nuovo amministratore delegato di Finmeccanica, Alessandro Pansa, nel 2007 ha chiesto a Mediobanca di aiutare con mezzo milione di euro l’allora moglie di Vittorio Grilli che aveva una società indebitata. Lo dice ai magistrati proprio l’ad di Mediobanca, Alberto Nagel. I carabinieri riportano questa testimonianza in un’informativa, che il Fatto può rivelare. E che si chiude così: “Indagini suscettibili di ulteriori sviluppi”. Grilli oggi è il ministro del Tesoro che, in quanto azionista di controllo, ha appena nominato Pansa alla guida di Finmeccanica. Un intrigo che potrebbe portare Pansa a dimettersi a meno di una settimana dalla nomina. 

Dopo Pierfrancesco Guarguaglini, costretto alle dimissioni per le indagini romane su di lui (archiviate) e sulla moglie (a giudizio); dopo l’arresto di Giuseppe Orsi da parte dei magistrati di Busto Arsizio, finisce nei guai anche l’uomo nuovo. A questo episodio, che mette in serio imbarazzo anche Grilli, è dedicato l’ultimo capitolo delle 150 pagine dell’informativa del Nucleo per la Tutela dell’ambiente, guidato dal colonnello Sergio De Caprio, meglio noto come “Ultimo”, l’uomo che ha catturato Totò Riina.

Il capitolo si intitola “Finmeccanica e il ministro Vittorio Grilli” e merita di essere riportato: “Il ministero dell’Economia è socio di maggioranza di Finmeccanica (società quotata in Borsa, controllata con una quota del 30 per cento dal Mef, secondo gruppo industriale del Paese, terza impresa della difesa in Europa, un colosso da 17 miliardi di fatturato e 75 mila dipendenti, ndr). Il 23 maggio 2012, nel corso di una cena a Roma, all’interno del ristorante ‘Da Rinaldo al Quirinale ’ tra (l’allora presidente di Fin-meccanica) Orsi, e (l’allora presidente dello Ior, la banca del Vaticano) Gotti Tedeschi, veniva fatta un’intercettazione ambientale. Orsi riferiva a Gotti di aver visto in Finmeccanica i contratti di consulenza a favore di Lisa Lowenstein, ex moglie dell’attuale ministro dell’Economia Vittorio Grilli, che aveva delle società in difficoltà economiche e che sarebbero state state risanate con i contratti di consulenza – fittizi – fatti da Finmeccanica a suo favore”.

Il Fatto ha pubblicato il 5 novembre 2012 l’intercettazione del colloquio al ristorante (avvenuto il giorno prima della cacciata di Gotti Tedeschi dallo Ior). In quell’occasione Orsi parla dei rapporti di Grilli con Pansa, allora direttore generale di Finmeccanica: “Sai perché Grilli e Pansa sono amici?”. Poi c’è un passaggio sull’amico di Pansa, Ignazio Moncada, presidente di una controllata del gruppo, definito da Gotti “il gran burattinaio”, poco prima che Orsi arrivi al punto cruciale: “Grilli aveva una moglie americana (…) gli ha lasciato qualche casino in giro, di buchi”. Gotti capisce il messaggio: “Pensi (che Grilli, ndr) sia ricattabile per questo?”. E Orsi: “No! gli ho sistemato la cosa! (…) ho visto dei contratti che Finmeccanica ha fatto, con la moglie di Grilli, per sistemare, tipo consulenze inutili o …” e rincara: “A me l’ha detto Nagel”. Gotti è incredulo: “Nagel te l’ha detto? Ti fidi di Nagel?”. Vuole mettere in dubbio l’esistenza delle consulenze, ma Orsi lo gela: “No! Però me lo ha detto, due verifiche”.

Dopo la pubblicazione di questa conversazione, Orsi ha chiesto al servizio audit interno di verificare se le consulenze (di cui lui stesso aveva parlato) esistessero davvero. L’audit si è chiuso così: “Nel periodo oggetto di analisi nessuna società del gruppo Finmeccanica ha intrattenuto rapporti con la sig.ra Lisa Caryl Lowenstein né con le tre società menzionate: Made in Museum srl, Mim Merchandising srl, Style Muffin Llc”. Il Fatto poi ha raccontato che il pm di Busto Arsizio, Eugenio Fusco, ha sentito Nagel e gli altri testimoni del colloquio.

La novità dell’informativa dei carabinieri è che Nagel e il suo braccio destro, Maurizio Cereda, hanno puntato il dito su Pansa. Scrivono i carabinieri: “L’11 ottobre 2012, l’ufficio unitamente al pm Fusco, ha escusso a sommarie informazioni Alberto Nagel e Maurizio Cereda, rispettivamente amministratore e vicedirettore di Mediobanca. I testi confermavano che nel 2007-2008, effettivamente, hanno ricevuto, da parte di Alessandro Pansa, attuale direttore generale e finanziario del gruppo – persona nota per essere “vicino” al ministro Grilli – una richiesta di aiuto per risanare i debiti della signora Lisa Lowenstain, per circa 400/500 mila euro. Dopo attenta valutazione, i banchieri si rifiutarono di aderire alla richiesta del direttore finanziario Alessandro Pansa, che evidentemente, ha poi optato per le consulenze da parte di Finmeccanica o società del gruppo, come sostenuto poi da Orsi nell’intercettazione ambientale. Allo stato attuale e pubblicamente – proseguono i carabinieri – tutti, compreso il ministro Grilli, hanno sempre negato, qualsiasi coinvolgimento nella vicenda”.

Sentito dal pm di Roma, Paolo Ielo, anche Orsi ha sempre sostenuto di non aver mai affidato personalmente consulenze alla Lowenstein. Il Fatto, in un’inchiesta di Giorgio Meletti, ha ricostruito la strana storia della società Made in Museum della signora Lowenstein. Nel 2002, su 644 mila euro di fatturato segnava perdite per 668 mila euro e un debito di 2,3 milioni. “A tutt’oggi – scriveva Giorgio Meletti – non si sa se qualcuno abbia pagato i 2,3 milioni di debiti”.

da il Fatto Quotidiano del 19 febbraio 2013