Eravamo stati facili profeti nel prevedere che questa brutta campagna elettorale avrebbe quasi del tutto dimenticato ambiente, agricoltura, alimentazione e dintorni. Certo, tutti i programmi fanno riferimento a questi temi, ma quasi mai i leader nazionali (mai i candidati a guidare il futuro Governo) sono entrati nel merito e hanno dato risposte esaustive. Eppure le organizzazioni della società civile, con uno sforzo senza precedenti, hanno prodotto moltissimi documenti ricchi e articolati, segno della loro maturità e competenza (e segno anche della gravità della situazione).

Per non lasciare nulla di intentato e cercare almeno un segnale soddisfacente prima della chiusura della campagna elettorale, un cartello di associazioni assieme ad alcuni imprenditori legati all’idea di innovazione verde, hanno firmato un ECO-telegramma in 7 punti alla politica.



Con Last Minute Market, l’associazione contro lo spreco che ha promosso l’ECO-telegramma, ci sono le associazioni ambientaliste che hanno elaborato nelle scorse settimane l’Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Belpaese (Club Alpino Italiano, Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace, Legambiente, Touring Club e Wwf); Slow Food che ha lanciato gli Appunti per le politiche alimentari; Libera e Gruppo Abele di Don Ciotti che hanno raccolto 120 mila firme di cittadini per la petizione contro la corruzione Riparte il futuro; associazioni e imprenditori impegnati nel campo dell’economia sostenibile come APER (che raccoglie centinaia di aziende e ha elaborato un documento con 26 Azioni per lo sviluppo delle rinnovabili), Alce Nero (la cooperativa di agricoltori e apicoltori che rappresenta uno dei più affermati marchi del biologico italiano) e Eataly.

Ecco il testo del messaggio:



“Ai candidati premier, ai leader di partito: crisi ambientale si aggrava assieme a quella economica stop Politica si occupa solo di alleanze stop Prossima settimana di campagna elettorale è ultima occasione per dire quello che farete per ambiente e green economy stop Ed ecco su quali priorità  stop.



Il prossimo Parlamento e il prossimo Governo si troveranno a gestire una serie di emergenze economiche, sociali e ambientali come mai è capitato dal dopoguerra a oggi. Le varie crisi sono intrecciate e stanno diventando un groviglio inestricabile. Per trovare il bandolo della matassa ci vuole il coraggio di scelte epocali, che qualcuno chiama radicali ma che sarebbe giusto considerare semplicemente lungimiranti. Sono scelte che prima o poi saremo costretti a prendere, che già abbiamo rinviato da troppo tempo. Sono anche scelte che, una volta prese, potranno dare vita a un nuovo rinascimento italiano, creando nuove e straordinarie opportunità di lavoro e di un nuovo e diffuso benessere per il nostro Paese. Le proposte dell’ECO-telegramma sono il primo passo di questo cambio di rotta: non sono derogabili e i candidati a sedere in Parlamento e a guidare il prossimo governo devono chiaramente dire agli elettori che cosa intendono fare rispetto ai temi su cui li sollecitiamo.

Tutto questo in attesa (e nella mai sopita speranza) di vivere finalmente un giorno in un Paese normale, dove c’è un progetto di futuro che guarda a 20 o 30 anni, che ci aiuta a prendere le scelte giuste anche per i problemi più immediati e urgenti.