lincolnNon solo Lincoln: il cinema Usa non molla la carta presidenziale. Dopo aver sparato a zero sulla Cia, fino a costringere l’Acting Director Michael Morell a intervenire sul waterboarding di Zero Dark Thirty, Hollywood molla l’Agenzia e punta al bersaglio grosso: la Casa Bianca. Il biopic del 16° presidente americano, inquadrato tra Guerra Civile e abolizione della schiavitù nel kolossal di Spielberg in pole-position agli Oscar, è l’apripista di ben sette progetti in arrivo sui suoi successori, reali o fittizi che siano.

Ovviamente, sono film ideati prima di sapere l’esito delle elezioni, ma il riconfermato Obama non può concedersi visioni rassicuranti: se da George Clooney ai fratelli Weinstein Hollywood ha scommesso pesantemente sulla sua rielezione, l’immaginario cinematografico non vota e vuole gli emuli di Barack in serio pericolo. Che cosa aveva risparmiato l’11 settembre 2001? Appunto, carta bianca alla fantapolitica, e la Casa Bianca sotto attacco diviene protagonista di due action thriller gemelli: Olympus Has Fallen e White House Down.

Sul filo di lana l’ha spuntata il primo, che arriverà nelle sale americane il 22 marzo con la regia muscolare dell’Antoine Fuqua di Training Day: un ex agente dei Servizi Segreti in disgrazia (Gerald Butler) viene richiamato in servizio quando i terroristi conquistano lo Studio Ovale. Dimenticate le boccaccesche profanazioni di Bill Clinton, qui di hot ci sono esplosioni, fuoco e fiamme: riuscirà Mr. President Aaron Eckhart a salvare la pelle? Stesso interrogativo per Jamie Foxx, che dopo Django Unchained si ritrova alla mercé di Roland Emmerich, il catastrofico regista di Independence Day: a proteggere il presidente afroamericano Channing Tatum , lo sceneggiatore James Vanderbilt ha previsto forze paramilitari alla conquista dell’impero americano. Complice la somiglianza con Foxx, si attende la recensione di Obama: White House Down arriverà il 28 giugno 2013.

Ma, avanti e indietro nella storia, ce n’è per tutti: pensavate che JFK di Oliver Stone avesse esaurito il capitolo Kennedy? Ebbene no, Zac Efron, Paul Giamatti e Billy Bob Thornton ci riconsegnano una prospettiva ospedaliera e portano sullo schermo il fact crime di Vincent Bugliosi, Reclaiming History : The Assassination of President John F. Kennedy. Parkland, scritto e diretto dall’esordiente Peter Landesman e prodotto da Tom Hanks, racconterà i caotici eventi del Parkland Hospital di Dallas il 22 novembre 1963, ultimo giorno del 35° presidente (Brett Stimely). Che ritorna col volto di James Marsden in The Butler, film biografico sul maggiordomo Eugene Allen (Forest Whitaker) in pianta stabile alla Casa Bianca per 34 anni e 8 presidenti. Jane Fonda è la First Lady Nancy (somiglianza incredibile), Alan Rickman il consorte Ronald Reagan, ma c’è spazio anche per Nixon (John Cusack), Eisenhower (Robin Williams) e Jackie (Minka Kelly). Nel cast Oprah Winfrey, la regia è di Lee Daniels, mentre lo script è tratto da un articolo del Washington Post.

Per par condicio, accanto al democratico JFK, anche il repubblicano Ronald si merita il bis: Reykjavik di Mike Newell ritorna sul primo incontro di Reagan e Michail Gorbaciov per scongelare la Guerra Fredda. Back in the days: Islanda, ottobre 1986, “quel meeting – dice il produttore Ridley Scott – fu uno dei momenti fondamentali della nostra storia”. Come dargli torto?

The 28th Amendment infine. Il presidente Ben Cahill scopre che un comitato segreto controlla il governo americano dalla Seconda guerra mondiale, e rischia la pelle. Progetto tormentatissimo , script di Alex Kurtzman e Roberto Orci, regia affidata a Florian Henckel von Donnersmarck (Le vite degli altri), non si sa se The 28th Amendment vedrà il buio in sala, ma per Mr. President si sono fatti due nomi illustri: Tom Cruise e Denzel Washington.

Il Fatto Quotidiano, 3 Febbraio 2012