Come ha ricostruito ilfattoquotidiano.it la scorta all’ex presidente del Consiglio costa alle casse pubbliche 2 milioni e mezzo l’anno. Ebbene oggi il leader del Pdl, da oltre un anno non più inquilino di Palazzo Chigi, si è lamentato di una riduzione della tutela. “Avete una sollecitudine maggiore del governo che, apprestandomi io a fare campagna elettorale nelle piazze e nei palazzetti dello sport, ha opportunamente provveduto con sollecitudine a diminuirmi la scorta” ha detto Silvio Berlusconi alla trasmissione radiofonica 28 minuti su Radio 2 replicando alla conduttrice che spiegava le misure di sicurezza adottate dalla trasmissione. Berlusconi, da sempre sotto scorta in pratica, il 13 dicembre del 2009 era stato ferito dopo un discorso in piazza San Babila a Milano e  nei giorni il Cavaliere ha dichiarato che le autorità di sicurezza temono per la sua incolumità e gli hanno vietato le piazze. Il ministro dell’Interno però smentisce che la scorta dell’ex premier sia stata in alcun modo ridotta. 

Sta avvenendo in questi giorni il passaggio dagli 007 dell’Aisi (tra l’altro sottoposti a inchiesta interna dopo il caso del sequestro del ragionier Giuseppe Spinelli, ndr) al Viminale della responsabilità di tutelare Berlusconi. Il livello di protezione continuerà a essere quello massimo previsto per personalità a “rischio imminente ed elevato”. La legge prevedeva che Berlusconi potesse avvalersi del servizio di scorta dell’Aisi (una ventina di uomini divisi in diversi turni) fino ad un anno dopo la cessazione della carica di premier. Fino allo scorso novembre, dunque. Ma la tutela assicurata dal servizio segreto interno è proseguita anche oltre quel termine, fino a questi giorni, in cui sta avvenendo il passaggio di consegne con il Viminale. Il passaggio, sempre secondo quanto si apprende, starebbe comportando un ritorno alle amministrazioni di competenza degli uomini dell’Aisi che da anni seguivano l’ex presidente del Consiglio, con conseguente perdita della consistente indennità da ‘007’. Fatto che avrebbe provocato malumori tra gli storici ‘angeli custodi’ di Berlusconi.