La Lega si batterà perché restino in Lombardia il 75% delle tasse pagate dai lumbard. I manifesti sono sparsi in tutta Milano e presumo in tutta la regione. Vuoi ticket più bassi? La soluzione è: il 75%, e con la Lega puoi! Vuoi asili migliori? Idem. Vuoi pensioni più decorose? Sempre il 75%. Vuoi treni in orario, detassare le imprese, lavoro per i giovani, le strade pulite come in Svizzera? Il numero magico è il 75. La campagna è così convincente che ultimamente se incontro un amico che mi racconta un problema personale lo prendo e gli dico: “guarda, in effetti la soluzione è una sola: 75% delle tasse in Lombardia!”.

A parte gli scherzi, vorrei fare una considerazione di merito. L’iniziativa leghista al di là dell’aspetto politico e ideologico (qui ognuno ha la propria opinione) risulta a mio avviso una castroneria sul piano economico. Bisogna avere un orizzonte assai stretto per non capire le interconnessioni su cui si regge l’economia di un paese industriale, a cominciare dall’importanza di chi compra rispetto a chi vende. Il mondo è in mano a chi compra diceva un vecchio saggio, che poi è come ribadire il monito di Henry Ford: “se non diamo i soldi agli operai, a chi vendiamo le auto?”. Il leghista del 75% non capisce che impoverire il sud significa privarsi di un mercato indispensabile proprio per le aziende del nord produttivo, le quali fallirebbero se venisse a mancare la domanda di dieci regioni e di circa 20milioni di clienti, se il pugliese o il calabrese smettessero di comprare i prodotti realizzati a Varese, a Carate Brianza o a Treviso. Se si seguisse una moneta, si scoprirebbe che il mobiliere del comasco passa la vacanza in Salento in un albergo arredato con i suoi mobili, e paga il conto con il denaro usato dall’albergatore pugliese per acquistarli. Semplificando al massimo tutta l’economia è così e il ruolo principe è sempre del compratore e mai del venditore, il quale può proporre ciò che vuole ma il suo valore è zero se nessuno compra. 

Se gli Stati Uniti avessero avuto una mentalità proto-leghista nel dopoguerra e avessero preferito tagliarsi le tasse piuttosto che aiutarci con il Piano Marshall, noi saremmo ancora qui con qualche maceria in giro. Eravamo una terra devastata, povera e di straccioni: perché gli Usa hanno elargito milioni di dollari solo al nostro Paese? Perché bramavano un mercato di 400 milioni di individui che di lì a poco avrebbero cominciato a comprare in massa i loro prodotti, cosa che infatti si è verificata. E al contempo garantirsi l’egemonia politica rispetto al blocco sovietico. Un movimento del nord moderno ed europeo, al posto di pensare al piccolo orticello del bresciano o del biellese, illudendosi di conservarlo con formule miopi, dovrebbe agire allo stesso modo: favorendo il dinamismo economico del mezzogiorno, al contempo pretendendo con quella leva, il rinnovamento delle classi dirigenti locali che sappiamo essere la maggior causa di immobilismo del meridione. Una politica intransigente, ma nell’ottica di una nazione, con la solidarietà che un popolo deve dimostrare. Qui invece la parola d’ordine è ancora “Padania”, l’alleato è ancora Berlusconi, il resto non può che essere demagogia: vuoi la vera felicità, vuoi il paradiso in terra? 75% di tasse alla Lombardia. Il meridione vada pure in malora. Con la Lega si può!