Gli impresentabili nelle liste dei partiti  potrebbero essere davvero un boomerang senza precedenti soprattutto per il popolo di centrosinistra sensibilissimo al tema della questione morale. Un boomerang che  sarebbe costato al Pd la governabilità se fosse questo il motivo per cui le liste Ingroia, determinanti in alcune regioni chiave, avessero un risultato tale da sbilanciare i risultati del nostro partito.

Lanciare un messaggio chiaro e coraggioso sulla questione morale, soprattutto dopo gli scandali romani e lombardi, è stato fondamentale se vogliamo essere credibili nel nostro Paese, se vogliamo essere politici davvero “onorevoli”.

Questo titolo, “onorevole”, si iniziò ad usare all’epoca in cui il mandato rappresentava un segno di riconoscimento dei membri del Parlamento in quanto  eletti dal popolo. Di per sé designa “una persona che è degna di onore, di stima, di rispetto” ed è davvero un peccato che oggi, questo titolo abbia perso agli occhi della maggior parte degli italiani il suo valore originario.

Aveva implicito il valore di un grande ‘onore’ contrapposto all’interesse personale, suppliva al sacrificio del non poter più occuparsi del proprio patrimonio personale a vantaggio della gestione della ‘cosa pubblica’ che veniva affidata nelle giuste e obiettive mani di gente stimata e rappresentativa, ovvero onorevole.

Quanta acqua sia passata sotto i ponti e’ evidente. Oggi i cittadini  percepiscono il termine quasi come un ossimoro.  I politici sono,  per una buona parte del Paese,  una massa di ‘disonorevoli’ e non sono pochi coloro che arrivano a chiedere una riforma della politica che, accanto a stipendi e vitalizi, cancelli anche questo titolo ottenuto senza veri meriti ma spesso solo grazie alla fedeltà ad un capo o ad una cordata nata sulla scorta di interessi assai poco trasparenti.

Come dar torto ai cittadini indignati se i dati ci dicono che tra i banchi di Montecitorio e Palazzo Madama nell’ultima legislatura sedevano ben 84  parlamentari condannati o imputati o  indagati spesso per reati gravi per un amministratore della cosa pubblica quali: corruzione, concussione, associazione a delinquere, mafia etc.

Certi nomi di peso in alcune regioni portano con sé pacchetti di voti a cui un partito o una coalizione difficilmente è disposta a rinunciare. Così facendo però si sacrificano altri valori che sono all’origine del mandato e che molti cittadini ritengono giustamente fondamentali.

Come Pd abbiamo un codice etico che va rispettato e una commissione di garanzia chiamata a decidere dall’alto su liste e candidati soprattutto sulla base di quel codice etico.  Nelle nostre liste è stata data massima attenzione alla legalità e alla rappresentatività scevre da ogni dubbio. E io per prima mi sono associata all’appello dei molti che in queste ore stanno chiedendo un atto di grande coraggio e forza al nostro segretario Bersani perché, proprio su un argomento così delicato, si veda netta la differenza tra il Pd e il Pdl. Nessun massimalismo, perché aver condonato un pezzo di muro ereditato non ha lo stesso valore di chi si è macchiato di reati gravi o gravissimi, ma certo molta, molta attenzione a non lasciar adito ad alcun dubbio sulla qualità degli onorevoli…

Pare certo che il Cavaliere – i cui processi non si contano, né le prescrizioni ottenute grazie a lunghi anni di contenzioso e così via – sia intenzionato a riproporre nelle liste del Pdl sia Marcello Dell’Utri sia  Denis Verdini, attualmente indagato. Potrebbe tornare ‘dei nostri’ in Parlamento anche  Claudio Scajola, conosciuto più per la sua casa fronte Colosseo intestatagli a sua insaputa che per altro. E sul nome di Cosentino, in Calabria, pare proprio non si intenda tornare indietro come su quello di tanti altri in odore di mafia o di camorra.

Certo che se a tutto questo si aggiungesse – come pare – pure la candidatura di Formigoni al Senato (che gli garantirebbe l’immunità) l’Italia assisterà ad un vero e proprio spregio delle istituzioni. E la lettura che ne faccio io è quella di un Pdl davvero spregiudicato che ancora una volta comunicherebbe disprezzo per le istituzioni e per i cittadini. Un partito che, come dimostrano sempre i suoi protagonisti nelle trasmissioni televisive – è capace di negare l’evidenza dei fatti senza alcuna vergogna e soprattutto senza la minima esitazione.

Inquietante direi.