Cominciamo dalla fine, da una delle uscite musicali più attese di questo “caldo” autunno della scena indie italiana: il nuovo disco dei Tre allegri ragazzi morti. A due anni da “Primitivi del futuro”, che ha segnato la loro virata verso il reggae-dub, il 7 dicembre è arrivato “Nel giardino dei fantasmi”. La band di Pordenone continua il suo percorso di ricerca musicale e propone un disco etnico, in cui si ritrovano frammenti di musica caraibica e armonie afro-blues, ma anche scampoli di cantautorato italiano, ballate popolari e rock tradizionale. Questa volta, per quanto riguarda i testi, i Tre allegri ragazzi morti hanno deciso di occuparsi di fantasmi, di quelli che invadono la cronaca quotidiana e la fantasia delle persone. Ne parlano esplicitamente nella canzone “I cacciatori”, che narra la storia di un ragazzo di quindici anni scomparso, per sua sfortuna, nei giorni del suicidio di Kurt Cobain. E per questo escluso dalla cronaca, offuscato dalla morte del leader dei Nirvana. “Una specie di metafora della generazione che oggi ha fra i trenta e i quarant’anni – dicono della canzone i Tre allegri ragazzi morti – Delusa dal fallimento della nostra società, esclusa dalla storia. Oppure è solo una storia di cronaca. Ironica, diretta, un rock and roll lento da ballare guancia a guancia con il proprio fantasma”. Negli ultimi anni il gruppo, in attività dal 1994, ha rinnovato moltissimo il proprio sound, adottando nuove soluzioni musicali. In questo lavoro, per esempio, sono stati inseriti mandolino, ukulele, balafon, cucchiai e cajon, strumenti mai utilizzati nei dischi precedenti.

“Nel giardino dei fantasmi” non rappresenta l’unica novità di questo autunno/inverno musicale. Da settembre a oggi sono molte le uscite discografiche meritevoli di attenzione. Tra queste troviamo l’album che ha sancito il ritorno di Umberto Maria Giardini, che il pubblico indie ha conosciuto per anni come Moltheni. Archiviati dieci anni di canzoni e dischi con quello pseudonimo, il percorso del cantautore è ripreso con “La dieta dell’imperatrice”, primo disco del nuovo corso. Moltheni non c’è più, ma la poesia di Umberto continua a imperversare, elegante, inquieta, profonda, raccontando le stanze più profonde dell’animo umano. Giardini riesce a essere misurato anche quando, nella canzone “Discographia”, parla del mondo musicale contemporaneo: “[…] come una natura un po’ puttana tenti di vendere in ogni megastore”. Da questo punto di vista, infatti, il cantautore è sempre stato un esempio di indipendenza dai meccanismi del mercato discografico: non ha mai abbandonato il suo lavoro di vigile del fuoco, e ciò lo ha reso libero dalle regole e dalle costrizioni legate alle vendite.

Per quel che riguarda le altre novità indipendenti dell’autunno, c’è da segnalare l’uscita di “Motel Paradiso”, il secondo album dei Telesplash. Dopo il disco di esordio, “Bar Milano”, il gruppo aretino guidato da Marco Rossi continua sulla strada del britpop. “Motel Paradiso” è composto da nove canzoni che fanno venire voglia di estate e di mare, con arrangiamenti molto curati e testi ironici e spensierati. Nonostante in questi giorni le temperature siano in picchiata e il cielo sempre più plumbeo, i Telesplash regalano agli ascoltatori quaranta minuti di sole.

A fine novembre è uscito anche il quarto album di un altro gruppo pop: i Sikitikis. La band sarda ha lanciato “Le belle cose”, un progetto raffinato, che accoglie sfumature melodiche vicine ai “nostri” Adriano Celentano e Daniele Silvestri e le mescola con sonorità tipiche di Beck e dei Gorillaz. Visto i tempi che corrono, i Sikitikis hanno scelto di rendere l’album scaricabile gratuitamente su Rockit. Per la gioia di tutti i loro fan.

Un gruppo da tenere d’occhio sono i torinesi Maddai che, in attesa di incidere un album, hanno appena pubblicato il loro primo singolo “Fingo di essere un nerd”. Nel brano si divertono a giocare con gli stereotipi di questi anni, supportati da un produttore artistico d’eccezione: Madaski degli Africa Unite. A proposito di artisti che maneggiano abilmente gli stereotipi, recentemente è uscito il nuovo album del “grande vecchio” della musica italiana indipendente: “Freak” Antoni, fondatore e leader storico degli Skiantos. Dopo avere abbandonato definitivamente il suo gruppo nel mese di aprile, ha presentato “Però quasi”, un mini disco di 5 canzoni, un misto di ironia e poesia, tenerezza e demenzialità. L’album vede la partecipazione di artisti appartenenti al circuito mainstream: c’è J-Ax, che dà il proprio contributo rap a una nuova versione de “I gelati sono buoni” degli Skiantos, e Luca Carboni, che toglie i panni del cantautore romantico e malinconico e canta insieme a Antoni “…baciami, fammi camminare sulla porcellana dei tuoi denti…”. Solo “zio” Freak, come lo chiama J-Ax, può ancora riuscire in questi piccoli miracoli.