La Rai ci ha fatto sapere che darà tempi compensativi alle forze politiche oscurate dalla invasione berlusconiana, invasione che, stando al comunicato, sarebbe stata causata dal fatto che il cavaliere avrebbe “chiesto e ottenuto” tali spazi. Di più il comunicato aziendale non dice, ed è un vero peccato, perché sarebbe stato interessante sapere a chi il cavaliere avrebbe chiesto e da chi avrebbe ottenuto.

Del resto quelli che erano abituati a sbattere giù il telefono sono stati cacciati da tempo o messi alla porta di viale Mazzini e del polo Raiset. Non poteva chiedere ed ottenere, per  esempio, da Enzo Biagi e da Michele Santoro, infatti furono cacciati in seguito all’editto bulgaro, molti dei mazzieri di allora siedono serenamente al loro posto, antichi e fedeli servitori del Cavaliere, oggi come allora.

Del resto chiunque voglia dare una rinfrescata alla memoria, vada a rileggerai le intercettazioni depositate presso il tribunale di Trani e scoprirà che Berlusconi si intratteneva con i dirigenti Rai e con alcuni componenti dell’Agcom e chiedeva le teste di Santoro, di Floris, di Saviano, di Fazio, della Dandini, di Travaglio, e di chiunque, per l’appunto, avesse osato non rispondere “Sì” al comando.
Con loro non chiedeva neppure, perché era certo di non ottenere.

Memorabile resta il duetto con Michele Santoro quando il cavaliere urlava ” Stia attento Santoro, lei è un dipendente…”, beccandosi come risposta “Si sono un dipendente, ma della Rai, non suo…”.

La Rai tornerà, forse, ad essere un servizio pubblico, quando questa risposta diventerà la norma e non l’eccezione, per ora continuano a comandate quelli che: “Chiedete e vi sarà dato..”, secondo gli atti degli apostoli del conflitto di interessi.