La strategia dell’attenzione inventata da Silvio Berlusconi colpisce ancora. L’uomo, si sa è un maestro in questa disciplina, ma con questa mossa ha superato se stesso. Ha stabilizzato “l’indecisionismo” come nuova e strategica filosofia politica. Dal ’94 si è mostrato come l’uomo del fare, ma soprattutto il “decisionista” che nuota controcorrente e soprattutto sbarazzandosi dei riti del teatrino della politica, mentre tutto procedeva concretamente secondo le solite consuetudini. Oggi il Cavaliere multiforme si presenta con il suo nuovo volto con “l’indecisionismo” totale e spudorato. Lo spread? Non so, non m’importa. Le primarie? Vediamo!..forse..si..meglio di no! Il lavoro? Hhh..i tecnici hanno svuotato i ristoranti che con me erano sempre pieni! Devo scendere in campo perché il Paese è sull’orlo del baratro..Non posso stare a guardare. Potrei andare a vivere all’estero..forse in Kenia! Le tasse e l’Imu? Bisogna abbassarle per far ripartire l’economia..I cittadini sono stanchi e terrorizzati dallo Stato…Avevo tolto l’Ici e tutto filava liscio..I balzelli sulle insegne dei commercianti, avevo condonato l’impossibile e tutti felici..Oggi i tecnici hanno mandato in depressione anche i comici. Nei prossimi mesi, “non decideremo” il da farsi. Alleanze? Forse..anche se è meglio da soli! Certo la lega e sempre nei nostri cuori…La destra? “Se moi!”. Monti? Perché no? E’ necessario rafforzare l’area moderata e Casini deve rientrare nella sua casa naturale, con me. Gli ex An? No!..o forse si, vedremo ma in ogni caso “non decideremo” nei prossimi giorni. Alfano? E’ troppo presto perché un leader “indecisionista “ ha bisogno di tempo per affermare il suo carisma.

Sembra fantapolitica ed invece è la pura realtà delle posizioni vere espresse in questo periodo dal “Cavaliere indeciso”. L’astuzia berlusconiana si dipana nella considerazione più che azzeccata che l’obiettivo dei suoi messaggi non è più il soggetto elettore poiché sono bastati pochi anni di antipolitica e di anticasta per dissolvere questa figura sociale. I media hanno mostrato l’inconsistenza concreta dei partiti e nessuno ha voglia di considerarsi “cittadino elettore”. Ormai pochi si riconoscono in questa identità messa in crisi dalle devastazioni morali provocate dai partiti. Lui si rivolge al “cittadino mediatico” cioè a quel soggetto che vive o presume di vivere la realtà globale nel “pianeta media”. Questo soggetto, prodotto dall’evoluzione della comunicazione, adora “l’indecisione”. Cosa guardo? Dove faccio zapping stasera? Compro un film o vado al cinema? Compro nell’ipermercato o clicco online? La “non decisione” ormai appartiene al singolo poiché rifugio da una realtà dura e concreta di bolle scoppiate, di debiti, di mancanza di progettualità declinata al futuro. A ben vedere la “non decisione” lascia in piedi la “scelta” tramutando questa in concreta realtà mentre essa non è altro che “potenziale realtà”. Monti afferma che gli italiani non sono sprovveduti. Ma una larga percentuale ha supportato il Cavaliere per quasi vent’anni! E continua oggi ad affidare la propria vita alla sorte; si guardino le statistiche del gioco in Italia: la fabbrica statale diffusa che produce un fatturato enorme ed entrate fiscali.

Berlusconi anestetizza il reale espandendo il ruolo della scelta, lasciandolo in campo nell’indecisione. Alla fine non fa altro che rivolgersi all’asino di Buridano mostrandogli le due balle di biada. E gli italiani saranno disposti ancora una volta a rischiare di morire di fame oscillando lo sguardo da una parte all’altra come se stessimo cambiando canale? Certo che no!..O forse si?