Nuovo traguardo per la tutela dei diritti, con il Consiglio dei ministri  che approva il ddl di ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Un traguardo tagliato nello stesso giorno in cui un uomo dà fuoco alla moglie a Roma, l’ennesimo caso drammatico che evidenzia l’urgenza di una normativa adeguata.

Il ddl, approvato su proposta del ministro degli Affari esteri Giulio Terzi, stabilisce i principi per prevenire, punire e contrastare la violenza nei confronti delle donne e quella domestica. Il trattato, dove la violenza di genere è definita come “una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata”, era stato sottoscritto dall’Italia il 27 settembre 2012. Ora che è stato approvato, deve passare al vaglio di Camera e Senato. “Il Cdm ha fatto oggi una scelta di grande responsabilità – ha commentato il ministro del Welfare Elsa Fornero – Mi auguro che il Parlamento voglia approvare in fretta la ratifica per dare un contributo importante all’affermarsi della cultura del rispetto delle donne contro ogni sopraffazione”.

Un passo in avanti quello fatto dal governo dopo la notizia che la cosiddetta “aggravante dell’ergastolo” non potrà essere introdotta in questa legislatura. In un’intervista al quotidiano La Repubblica infatti Giulia Bongiorno, avvocato e deputato Fli,  ha dichiarato che la proposta di legge sul femminicidio è “pronta e assegnata alla commissione”. Quello che manca è il tempo per approvarla. “Speravo di poter stringere – ha detto la parlaentare -, ma ormai temo se ne riparlerà nella prossima legislatura. Mi auguro che il prossimo governo, qualunque esso sia, metta la violenza come priorità, cosa che finora non è mai successa”. Secondo la Bongiorno, che da anni si batte contro la violenza sulle donne con la sua fondazione Doppia difesa, “ormai quelli che abbiamo chiamato femminicidi non sono più casi isolati. E’ una catena infinita e alla base c’è una discriminazione, è per questo che ho chiesto si preveda l’ergastolo”. Spiega che non si tratta di “raptus“, ma “di persone che uccidono con una specifica motivazione. E in questo caso la pena deve essere gravissima, non si possono concedere delle attenuanti, non c’è nulla da attenuare”.

David Favia, dell’Italia dei valori, ha espresso soddisfazione per la decisione del Cdm e ha ricordato che il suo partito “ha presentato una mozione, accolta dal governo, per rifinanziare il Fondo contro la violenza sessuale e di genere, istituito dal governo Prodi, e cancellato dal governo Berlusconi“, sollevando così un problema che da tempo colpisce il nostro Paese e cioè quello dei finanziamenti alle strutture (poche) dislocate sul territorio nazionale: “Rifinanziare i Centri antiviolenza e le Case delle donne maltrattate con risorse adeguate sarebbe un segnale concreto di attenzione nei confronti di tante donne vittime di violenza”.

E intanto a Roma si verifica un altro episodio di violenza contro una donna. Negli ultimi 10 giorni, tra il 1° e il 10 dicembre infatti, 3 sono state le donne uccise dal marito o ex compagno, mentre un’aggressione si è registrata a Barletta senza esito mortale. L’ultimo caso è quello di un romeno arrestato dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Frascati per aver dato fuoco alla moglie al culmine di una lite nel suo appartamento a Tor Vergata. La vittima è stata trasportata in ospedale e ha riportato ustioni di terzo grado. Ad oggi sono oltre 100 le donne uccise nel 2012 in Italia, anche se non esistono dati ufficiali nel nostro Paese. Il lavoro di ricerca e analisi degli episodi di violenza o femminicidio sono affidati ad associazioni come Telefono rosa che, secondo le anticipazioni dei dati 2012, diffusi alla vigilia della Giornata contro la violenza alle donne del 25 novembre, registrano un aumento delle violenze contro le donne all’interno di rapporti sentimentali: l’85% di tutte le violenze, il 3% in più del 2011.