Dopo le prossime elezioni la metafora del Gattopardo non potremo usarla più. Quello che si sta preparando è un tale sabba di gattopardismo, una tale apoteosi (etimologicamente: divinizzazione) del “cambiare tutto per non cambiare nulla”, che bisognerà inventare metafore ben più hard per le ulteriori occasioni della “cosa stessa”.

Tra poco si vota col Porcellum, l’ultimo sondaggio di Ilvo Diamanti (sono sempre molto accurati) assegna al centrosinistra, grazie all’effetto-primarie, circa il 45%. Casini è in caduta libera, Montezemolo ha detto ieri che forse fare una lista non vale la candela. Bersani, se si votasse oggi, avrebbe una maggioranza schiacciante non solo alla Camera ma anche al Senato.

Potrebbe mandare al Quirinale chi vuole, a partire dal suo amico Prodi (meglio ancora: un Zagrebelsky). E invece tutti i “sussurri e grida” rimbombano di un solo nome per il Colle più alto: Monti. Il centrosinistra, a meno di non commettere in un pugno di mesi tutti gli errori di Occhetto, D’Alema e Veltroni messi insieme (e l’esperienza ci dice che nella genialità tattica per essere sconfitti la nomenklatura ex-Pci ha pochi rivali), potrà governare senza nessun accordo con i centristi, che al Senato, del resto, rischiano di non raggiungere il quorum.

Se poi Bersani avesse il coraggio di fare le primarie anche per la formazione delle liste, mentre gli altri partiti nomineranno dall’alto vecchi corrotti e nuovi cavalli (anche femmine) di Caligola, il centrosinistra non vincerebbe, stravincerebbe. Perché, allora, è tutto un fiorire di riconoscimenti, uno sbocciare di lusinghe, un germogliare di rassicurazioni – per chiunque abbia orecchie per intendere – che implicano Monti subentrare a Napolitano?

Monti, con la sua “agenda” tanto cara a banchieri e marchionni dell’establishment mondiale, rottamatori (uso per la prima volta l’orrendo vocabolo, perché qui va preso purtroppo alla lettera) del welfare, cioè meno pensioni, meno ospedali, meno diritti per tutti, e più privilegi per i soliti happy few. Monti, con i nuovo poteri da presidente quasi alla francese, che Napolitano, picconata dopo picconata (altro che Cossiga), ha imposto nella Costituzione materiale, e che garantiranno all’uomo di Bilderberg e altri Goldman Sachs una tutela sul governo di centrosinistra che renderà superflua ogni troika europea (sarà installata direttamente al Quirinale, una anziché trina). Comanderanno sempre “loro”. Alle nuove leve di Bersani sarà però concesso di cinguettare qualche parola “di sinistra”.

Il Fatto Quotidiano, 9 Dicembre 2012