Ieri a Bologna sono caduti i primi fiocchi di neve della stagione: giusto una spolveratina durata pochi minuti ma che, se fosse andata avanti, avrebbe gettato nell’illegalità tutti coloro che avessero deciso di usare la bicicletta o il motorino per muoversi. 

La giunta comunale del capoluogo emiliano ha infatti emanato tre settimane or sono un provvedimento che mette al bando qualunque veicolo a due ruote in caso di neve o nevischio, pena una contravvenzione di 39 euro.

L’assessore ai lavori pubblici, Malagoli, ha giustificato la decisione con motivazioni di sicurezza: «Lo scorso anno ho visto cose che non stanno né in cielo né in terra: anziani in bicicletta che mettevano a rischio la loro incolumità e quella degli altri» e ha aggiunto: «dobbiamo attrezzarci psicologicamente al fatto che il clima è cambiato».

Ma se il clima è cambiato, invece di improvvisare con provvedimenti di dubbia efficacia, probabilmente la migliore cosa da fare è cercare di capire come fanno in quelle parti del mondo in cui le condizioni meteorologiche avverse non sono l’eccezione, ma la regola.

Oulu, per esempio, una città di 140 mila abitanti nella Finlandia settentrionale,  è coperta dalla neve per 165-170 giorni all’anno e in febbraio registra una temperatura media di 9 gradi sotto lo zero. Nonostante questo, durante i mesi invernali, l’uso della bicicletta non è vietato e, anzi, il 12% degli spostamenti quotidiani effettuati avviene in sella a una bici  (la media annuale di Bologna è 7%).

Non è difficile, basta pensarci un attimo: proibire l’uso della bicicletta in caso di neve significa costringere tutti coloro che normalmente si muovono in città pedalando a utilizzare l’automobile (generando ancora più traffico) o, in alternativa, a ricorrere al sistema di mezzi pubblici che rischierebbe il collasso. Viceversa, in caso di neve, la sicurezza di chi si muove in bici non diminuisce ma aumenta, poiché la presenza di neve sul manto stradale tende a rallentare il traffico e funge, così, da naturale sistema di moderazione della velocità. Ghiaccio e neve, quindi, aumentano il rischio di scivolare ma diminuiscono il rischio di essere investiti ad alta velocità. Tutto sommato, un affare.

La delibera della giunta Merola ricorda in modo particolarmente sinistro l’ultima volta in cui le biciclette furono messe a bando nella città delle due torri: era il 26 aprile 1944, la città era sotto occupazione nazista e un proclama fece “divieto di circolare con le biciclette, anche portate a mano, entro il perimetro della città di Bologna delimitato dai viali”. Allora il provvedimento si rivelò del tutto inefficace e anche in questa occasione tutto lascia credere che servirà a ben poco. 

Come fare quindi per affrontare l’emergenza neve? La prima cosa è evitare di farsi prendere dal panico e possibilmente chiedere consiglio a chi realmente se ne intende.

A Oulu, ad esempio, il 13 e 14 febbraio si terrà il “Winter Cycling Congress”: sarebbe l’occasione giusta per confrontarsi con altri amministratori e capire come comportarsi di fronte alle sporadiche nevicate italiane senza essere costretti ogni volta a scoprire l’acqua calda.

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