E’ l’Iran, stupidi. Ciò che è successo a Gaza non è altro che la prova per ciò che Israele va preparando contro il suo “vero” Satana mediorientale. Un test per mettere alla prova le capacità di Hamas e la mentalità dell’organizzazione islamica che comanda nella Striscia dal 2007. Il movimento emanazione dei Fratelli Musulmani egiziani creato 25 anni fa nell’enclave palestinese ha lanciato circa 1.500 razzi contro le cittadine israeliane: diverse centinaia sono stati intercettati da “Iron dome” il sistema anti-missile. Prova dell’efficacia dell’armamento difensivo che dovrebbe essere fondamentale contro i missili iraniani nel caso Israele portasse l’attacco contro le installazioni nucleari di Teheran.

Il congelamento prodotto dalle elezioni Usa e il tira-e-molla sulle ispezioni dell’Agenzia atomica internazionale (Aiea) agli impianti dove viene arricchito l’uranio (per soli scopi civili, ripetono i governati della teocrazia sciita, uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio), hanno finora diluito i tempi. Che nel prossimo paio di anni Israele attacchi l’Iran – come già fatto contro lo stabilimento di Osiraq nel 1981 – con un raid aereo è assai probabile: i piani militari sono pronti. Obama al secondo mandato sarà più libero di agire sull’agenda internazionale (e gli Usa hanno già ridotto la loro dipendenza dal petrolio mediorientale); la centrale di Busher dovrebbe entrare in funzione nel 2013. Testare Hamas e la sua capacità offensiva avrebbe avuto anche lo scopo di spingere l’organizzazione ad avvicinarsi all’Egitto e agli sponsor del Golfo Persico allontanandola dall’alleato iraniano. Israele sa che, quando attaccherà l’Iran, avrà i nemici alle porte: Hamas a sud (Gaza) e Hezbollah (gli estremisti sciiti libanesi) a nord. 

Il Fatto Quotidiano, 26 novembre 2012