Partiamo da due assiomi. Il primo è che, secondo la legge fondamentale della stupidità umana teorizzata dallo storico Carlo Maria Cipolla, in ogni manifestazione di protesta si annida un certo numero di idioti. Quindi dobbiamo dare per acquisito che tra coloro che si danno appuntamento in piazza, a Roma come a Milano o a Madrid, ci sono sempre quelli che non sognano un mondo migliore ma un po’ di guerriglia urbana. Il secondo assioma è che se non esistessero gli idioti non servirebbe la polizia. Corollario del primo assioma è che anche tra i poliziotti ci sono gli idioti. Corollario del secondo assioma è che se non ci fossero idioti tra i poliziotti non ci sarebbero i capi della polizia.

Date le definizioni, possiamo provare a valutare i fatti delle ultime ore. Chi va a manifestare in piazza contro le politiche economiche dei governi europei ha tutto l’interesse che le cose si svolgano pacificamente, perché la protesta più è calma più è numerosa ed efficace. Trasformare le manifestazioni di piazza da eventi politici in fatti di ordine pubblico è l’obiettivo di pochi idioti tra i manifestanti, ma soprattutto è nell’interesse dei destinatari della protesta, i governi. Poi c’è il comportamento delle forze di polizia. La storia delle manifestazioni operaie e studentesche ci insegna che se c’è la volontà di far andare tutto liscio ci si riesce. Ciò che è accaduto ieri nel Sulcis è istruttivo: la protesta contro i ministri Passera e Barca di un migliaio di operai inferociti (tra i quali un certo numero di incendiari) ha comportato circa otto ore di fronteggiamento tra manifestanti e forze dell’ordine. A costo di imporre ai ministri l’umiliazione della fuga in elicottero, i responsabili dell’ordine pubblico sono riusciti a non far degenerare la situazione. Bastava poco, la semplice decisione di caricare i manifestanti per consentire ai ministri di andarsene com’erano arrivati, in macchina, e adesso avremmo di fronte un bollettino di guerra. Ma far passare per facinorosi i disoccupati del Sulcis è oggi impossibile.

Con gli studenti invece si può: le immagini che i giornalisti del Fatto hanno raccolto e pubblicato qui sul nostro sito dimostrano che certe volte, al posto di professionisti dai nervi saldi, le forze dell’ordine riescono a mettere in campo giovanotti in divisa più scalmanati degli studenti più scalmanati. La perfezione non è di questo mondo, ma è difficile credere che questo accada sempre per sbaglio. La tentazione di trasformare la protesta sociale in questione di ordine pubblico è sempre in agguato per i governi, e può diventare fortissima adesso che il disagio si fa sentire sempre di più in tutta Europa. Questo purtroppo rischia di diventare un tema politico dei prossimi mesi.