Nuove verifiche per un possibile ammanco di altri 2 milioni e mezzo di euro dai fondi della Margherita. Lo avrebbero scoperto i liquidatori dell’ex partito, che lo attribuirebbero all’ex tesoriere Luigi Lusi, già accusato di aver sottratto 25 milioni di euro e per questo indagato per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita dalla Procura di Roma. 

Il collegio dei liquidatori e il comitato dei garanti del partito presieduto da Roberto Montesi hanno esaminato la contabilità nel periodo 2004/2006, precedente, quindi a quello, 2007/2011, oggetto dell’inchiesta culminata nell’arresto del senatore (attualmente ai domiciliari). Nel triennio esaminato, Lusi avrebbe emesso assegni per 1,5 milioni di euro a soggetti non identificati e utilizzato un altro milione di euro giustificandolo sotto la voce “rimborsi spese al personale”. 

Il Collegio dei liquidatori, d’intesa con il comitato dei garanti della Margherita, ha tuttavia precisato che “la cifra di 2,5 milioni è riferibile alle operazioni oggetto di verifica per le quali non risulta ancora riscontrabile con certezza l’entità di quelle eventualmente riferibili ad appropriazioni indebite da parte dell’ex tesoriere. E’ pertanto stato erroneamente identificato l’ambito dell’indagine con i presunti ammanchi per i quali non risultano ancora i requisiti della certezza, soprattutto con riferimento alla loro entità”. Si tratta di accertamenti “necessari per poter compiutamente e scrupolosamente agire nell’azione risarcitoria il cui esito comporterà l’impegno per recuperare le somme sottratte con l’unica finalità di donarle allo Stato italiano, come deliberato dall’Assemblea della Margherita il 16 giugno “.

Il periodo esaminato dagli organi nominati dalla Margherita non fa parte degli atti dell’inchiesta giudiziaria perché si tratta di fatti coperti da prescrizione. L’attività dei liquidatori e del comitato dei garanti prosegue a ritroso per accertare se ci siano stati ulteriori ammanchi ed è finalizzata alla causa civile per risarcimento che gli ex vertici del partito promuoveranno nei confronti del senatore attualmente iscritto al gruppo misto, tuttora detenuto presso un istituto religioso in Abruzzo. Lusi deve fronteggiare anche un’accusa di calunnia nei confronti di Rutelli. Recentemente gli inquirenti hanno notificato al parlamentare l’avviso di chiusura indagine e ciò prelude alla richiesta di rinvio a giudizio che sarà depositato all’ufficio del gip prossimamente.