Il rapporto tra Apple e la Cina si complica ulteriormente. Come se non bastassero le proteste contro i metodi adottati da Foxconn per assemblare i dispositivi della Mela, ora arriva una clamorosa gaffe legata al nuovo sistema iOS 6 per iPhone. Quando Apple ha introdotto il sistema di riconoscimento vocale Siri lo ha presentato come un “assistente digitale” pronto a soddisfare ogni desiderio. Il sistema è infatti in grado di “capire” le nostre richieste e rintracciare in pochi secondi tutto quello che desideriamo. E quando diciamo “tutto”, intendiamo proprio “tutto”. La versione in lingua inglese di Siri offre senza problemi indicazioni per trovare armi, alcolici e servizi di escort, che individua candidamente anche se si chiede esplicitamente di rintracciare “una prostituta” (nell’immagine la schermata di Siri in versione italiana).

Il caso era già stato sollevato negli Stati Uniti a pochi giorni dal lancio dell’iPhone 4S, il primo equipaggiato con Siri, ma tra i commentatori e la stampa aveva sollevato solo qualche commento divertito, non ultimo sul fatto che i “servizi” in questione venissero ordinati in base al gradimento espresso da altri utenti. Nei giorni scorsi, però, la questione si è ripresentata in occasione del rilascio della versione cinese di iOS 6, il nuovo sistema operativo per iPhone che ha introdotto Siri anche per nuove lingue, tra cui l’italiano e, appunto, il cinese. Che in Cina la legislazione sia molto più restrittiva di quella Usa è cosa risaputa, tanto che Apple ha preventivamente oscurato alcune ricerche, come quelle per le armi o gli alcolici.

Gli sviluppatori di Cupertino, però, non hanno considerato che sul territorio cinese anche la prostituzione è illegale. Si può quindi immaginare la sorpresa dei possessori di iPhone 4s in Cina (iPhone 5 non è ancora stato commercializzato nel paese, ndr) che, aggiornando lo smartphone a iOS6, hanno scoperto che Siri era in grado di indirizzarli al più vicino luogo (principalmente bar, club e centri massaggi) in cui era possibile trovare una prostituta. Nei giorni scorsi la notizia è stata ripresa dalla stampa locale, creando un certo imbarazzo anche tra le autorità, che hanno opposto un diplomatico “no comment” alle richieste degli organi di stampa. Il problema è stato tempestivamente risolto da Apple, che ha aggiornato la versione cinese del suo assistente digitale in modo che alla richiesta di trovare prostitute la laconica risposta fosse: “Non è stato possibile trovare servizi escort”. Per la cronaca, ponendo la stessa richiesta alla versione italiana di Siri la risposta non è molto diversa: “Non vedo escort, mi dispiace”.