Questo il lancio dell’ Agi di oggi sabato 3 novembre, da Mosca: “Due terzi dei cittadini russi, tanto uomini quanto donne, provano ripugnanza nei confronti degli omosessuali: è quanto emerge da un sondaggio condotto dall’agenzia demoscopica Levada in 45 regioni dell’immensa Federazione. Al 66 per cento degli interpellati, tra cui il 71 per cento degli uomini e il 61 per cento delle donne, ripugnano i gay, percentuale che scende al 60 per le lesbiche. Per converso, afferma di rispettare gli omosessuali soltanto l’uno per cento. L’89 per cento dei maschi e l’84 per cento delle femmine manifestano inoltre “orgoglio” per l’appartenenza ai rispettivi sessi. Oltre la metà del campione, vale a dire il 56 per cento, sono favorevoli a una netta distinzione di ruoli sociali tra uomo e donna, con diritti e doveri differenti per ciascuno. Difende l’uguaglianza tra i sessi non più del 38 per cento. Infine, il 33 per cento circa della popolazione prova irritazione verso le femministe, mentre al 49 per cento sono indifferenti e appena il 9 per cento le apprezza”.

In Russia Madonna è stata querelata da due diversi gruppi omofobi per “propaganda gay” ed è stata rinviata al 7 novembre l’udienza della causa da 8,3 milioni di euro contro ‘Planeta plus’, la società che ha organizzato il concerto. Dmitri Pershin, responsabile del dipartimento giovani della chiesa ortodossa moscovita ha affermato: “La determinazione mostrata dai rappresentanti delle minoranze sessuali e il loro desiderio di continuare a manifestare davanti a istituti per l’infanzia, indica la tempestività di questa legge regionale, che dovrebbe, senza indugi, ottenere status federale”. Secondo questa legge è illegale qualsiasi iniziativa, dalla conferenza al gay pride: basta che vi sia il pericolo che un ragazzo sotto i 18 anni si ritrovi nel luogo dell’evento.

La storia dell’avversione contro gli omosessuali in Russia è molto triste, molti finirono nei Gulag , poi nel 1917-1933 si avviò una decriminalizzazione dell’omosessualità ma con una tolleranza relativa: l’omosessualità era comunque definita ufficialmente come una malattia. Negli anni 1934-1986 l’omosessualità ridiventa un crimine, trattato di nuovo severamente con processi, discriminazione e silenzio.

Come ho già scritto qui sul Fatto Online, riferendomi all’ultima uscita omofoba di Giovanardi, l’omosessualità non è considerata una malattia dalla comunità scientifica: la scienza con il DSM-IV e l’ICD-10 (i principali manuali diagnostici cui noi psicologi, psicoterapeuti e psichiatri dobbiamo riferirci durante la diagnosi), non classifica l’omosessualità come malattia ed evidenzia l’inefficacia di terapie volte a modificare l’orientamento sessuale dell’individuo, segnalando invece la necessità di aiutare e curare il malessere di coloro che soffrono per il proprio orientamento sessuale. Eppure Giovanardi è comunque in buona compagnia; basta leggere le esternazioni senza fondamento scientifico del fratello di Romano La Russa, ex assessore regionale del Pdl in Lombardia, salito agli onori delle cronache perché coinvolto nelle indagini sul caso Aler: «Per quanto mi riguarda nella maggior parte dei casi sono malati ed è una malattia da cui si può uscire. Possono essere curati».

Un altro simpaticone ha espresso le sue “scientifiche teorie sull’omosessualità”: “A difendere i gay sono i capitalisti incalliti e quanti si preoccupano solo della crescita del capitale e non dei valori umani”, ha detto Ahmadinejad, definendo l’omosessualità “un pessimo comportamento” che è “proibito da tutti i profeti, da tutte le religioni e da tutte le fedi”. Come pensa il Pdl di ricostruire una destra in Italia se le esternazioni sugli omosessuali di alcuni suoi esponenti è simile a quella di Ahmadinejad e di popolazioni in cui l’omofobia è alle stelle? Affidandosi a Fini ? Ecco cosa disse : “Un maestro dichiaratamente omosessuale può fare il maestro?” Io le dico di no. Capito? Perché ritengo che non sia educativo nei confronti dei bambini. […] Io non ho alcuna difficoltà ad assumermi tutte le responsabilità ed eventuali impopolarità di quel che ho detto, ma una cosa è non discriminare l’omosessuale e un conto è riconoscere all’omosessuale lo stesso esercizio di diritti connessi soprattutto all’educazione. […] Non farò mai nulla perché siate discriminati ma non farò nulla per mettere il vostro tipo di rapporto sullo stesso piano della famiglia naturale. (da “Fini: un gay non può fare il maestro“, Il Corriere della Sera, 9 aprile 1998). Quindi secondo Fini, Crocetta o Vendola non potrebbero fare i governatori? incontreranno scolaresche durante il loro lavoro, è forse pericoloso? Questo sondaggio in Russia dimostra che non esiste un potere buono, come cantava De Andrè, c’è un certo tipo di potere che gioca sulla cultura, la permea, la infetta di pregiudizi perniciosi e autoritari. Cerchiamo di riconoscerlo e di starne alla larga perché di pregiudizi e falsità su presunte malattie e discriminazioni ne esistono molti anche da noi.