“Chi ha detto che lunedì non può essere una bella giornata?”: è la frase che abbiamo scelto per annunciare il Fatto del lunedì (da domani) perché di giorni più belli abbiamo tutti un gran bisogno, così come di notizie migliori. L’altra mattina, durante la consueta riunione di redazione, qualcuno ha fatto il conto dei titoli negativi in pagina, notando che – eccettuato il Nobel della letteratura al cinese Mo Yan – il resto era una mesta processione di ruberie della casta, intrighi di palazzo, tagli alla scuola e alla sanità, persone licenziate, esodate, mortificate e, come se non bastasse, bimbi in lacrime strappati ai genitori.

Anche gli altri giornali, è stato osservato, non sono affatto allegri, ma almeno provano a trovare una nota positiva nelle tante cose che non vanno, mentre noi non siamo mai costruttivi, propositivi, non ci va mai bene niente e che diamine! Per fare un esempio, proprio quel giorno gli altri giornali avevano prime pagine assai costruttive “sull’Irpef più leggera per i redditi bassi” decisa dal governo Monti. Mentre il solito Fatto aveva calcolato che gli italiani avrebbero risparmiato circa 5 miliardi d’imposta sul reddito, ma (tu guarda) ne avrebbero pagati circa 7 in più con l’aumento Iva sui consumi (salvo poi scoprire ancora i tagli retroattivi alle detrazioni fiscali, come dire che i sobri tecnici ciò che ti danno con una mano se lo riprendono con l’altra). No, non possiamo accontentarci delle versioni ufficiali e su queste pagine non leggerete mai annunci-spot su mirabolanti riforme e cambiamenti che, come abbiamo dimostrato, nella maggior parte dei casi lasciano il tempo che trovano.

È vero però che esistono tante altre Italie (e tanti altri mondi) interessanti, oltre al Paese degli scandali e della crisi. Ma, per raccontarli, occorre molto più spazio (e attenzione) di quello che ci siamo dati nei giorni normali. Ecco dunque la scommessa di un Fatto del lunedì che vuole andare oltre la notizia spicciola per spiegare, approfondire e, se possibile, divertire. Se ci saremo riusciti lo giudicherete, come sempre, voi lettori. Noi ci proviamo.

Il Fatto Quotidiano, 14 ottobre 2012