Con tantissimi di coloro che manifesteranno anche domani “contro Formigoni” condividiamo la speranza che la chiusura del ventennio formigoniano possa coincidere con l’apertura di una stagione finalmente democratica a partire dalla Lombardia. Sono certo che avrebbero partecipato volentieri in questi anni ai solitari presidi radicali contro Firmigoni e il Consiglio regionale abusivo, se soltanto i capi dei loro partiti e i tenutari della disinformazione televisiva nazionale non glieli avessero nascosti.

Proprio in ragione delle tante speranze che abbiamo in comune con coloro che si preparano a manifestare, come Radicali non saremo presenti nelle tante piazze velocemente convocate dai capi dei partiti dell’opposizione ufficiale, nella speranza che la nostra assenza – per quel poco o nulla che ci sarà consentito di spiegarla – serva da monito e avviso ai manifestanti: diffidate dei tanti che per “ribellarsi” e invitare alla ribellione hanno aspettato che il potente cadesse nel fango. Molti di loro che invocano e convocano la piazza (non tutti, certo, e continueremo a riconoscere e onorare le eccezioni) hanno contribuito al – e beneficiato dal – protrarsi ventennale del sistema di potere che ruotava attorno a Comunione e Liberazione, Compagnia delle Opere e cooperative di ogni colore, agli appalti di cementificazione e asfaltizzazione della Lombardia, alla condizione di illegalità e corruzione sistematica del sistema Lombardia. Spesso sono gli stessi che hanno ostacolato, anche dall'”opposizione” oltre che dalla palude del potere giudiziario, l’azione radicale per annullare le elezioni Regionali a causa della truffa elettorale del 2010.

PS. Un avviso speciale a chi vorrà gridare “a Hammamet!”: pensateci bene, perché a tirare monetine a Craxi c’era il giovane militante Franco Fiorito. Capita che gli sputatori finiscano sputati.