All’insegna della massima democrazia è partita la campagna per le primarie dei Democratici. Lealmente e con la massima correttezza si affronteranno un candidato del Pci, uno del Pd e uno di Forza Italia. Le votazioni saranno aperte a tutti, con l’unica eccezione (residuo, ahimè, dell’antico “centralismo democratico”) degli elettori di Forza Nuova e delle Brigate Rosse.

Dopo la proclamazione dei risultati, che avverrà in forma pubblica e trasparente, gli elettori appartenenti specificamente al Partito Democratico sapranno finalmente per chi avranno votato per tutti questi anni, e se il nuovo Capo vorrà condurli a destra, a sinistra, al centro o in qualche altra direzione.

Sulla questione potranno comunque liberamente pronunciarsi, insieme agli elettori di tutti gli altri partiti (sperando che nel frattempo sia caduta la vecchia pregiudiziale verso brigatisti e nazisti) fra non più di quattro anni. Nel frattempo potranno partecipare alla vita democratica del Partito, e incidere quindi sulle sue decisioni, mediante le assemblee delle rispettive sezioni e federazioni territoriali. Che peraltro, e da un bel pezzo, non esistono più.