C’è un’Italia, nelle retrovie della politica, che suda per aiutare gli altri e concede un po’ di decoro alle istituzioni. Questa Italia, magari, si può trovare anche dentro quegli stessi partiti che sulle istituzioni hanno sputato, da buoni Cetto La Qualunque, con maschere da maiali, tra ostriche e champagne. Recuperando questi volti di gente perbene, che non ha mai visto un’auto blu e gira in bicicletta, i Pier Luigi Bersani e, addirittura, gli Angelino Alfano, potrebbero avere qualche argomento in più per contrastare l’irresistibile ascesa di Beppe Grillo.

Così, girando per il Paese, senza ricorrere a una stupida selezione giovanilistica, è possibile incontrare gente di tutte le età, che non solo non sfigurerebbe, ma renderebbe onore alla democrazia, dal più piccolo Comune al Parlamento, dopo l’abisso toccato con l’attuale classe dirigente. Il Pd potrebbe valorizzare, ad esempio, un assessore di un paesino d’Emilia, che arrivò in Italia tanti anni fa da immigrato irregolare: Yussef Salmi, innamorato a tal punto della Costituzione nata dalla Resistenza, che ogni anno la regala ai neo-maggiorenni. Oppure, se si cerca esperienza, c’è Renato Natale: da una vita si oppone alla Camorra, che gli tributava quintali di merda, letteralmente, quando era sindaco di Casal di Principe.

Nichi Vendola pescherebbe bene in Calabria, con Gianni Speranza, il sindaco del riscatto di Lamezia. E in Sicilia, con Gaspare Giacalone, super manager a Londra, che per la sua Petrosino, 7 mila abitanti, ha mollato successi e glorie. Antonio Di Pietro, che spesso ha problemi ai vertici del suo partito, potrebbe tentare di recuperare Massimo Romano, il cui lavoro in Molise è molto apprezzato. E, addirittura il Pdl, potrebbe scoprire di avere dei volti spendibili, vedi alla voce Federica De Benedetto.

Il Fatto Quotidiano, 26 settembre 2012