Gentile Dott. Mauro Moretti (Amministratore delegato Ferrovie dello Stato),

Le scrivo per metterla al corrente di una vicenda accaduta poco tempo fa, protagonista Francesco Canale “disabile”al quale è stato negato il diritto di salire in treno, anche se il convoglio era attrezzato. Riporto di seguito la sua lettera. Tutto questo è assolutamente indecoroso e incivile, attendo una sua risposta scritta.

Cordiali saluti

Dott. Luca Faccio

“Quella che desidero raccontarti è l’ennesima, la più grave, disavventura capitatami con Trenitalia (come sai, viaggio spesso per lavoro, abitualmente con il treno). Quanto mi è accaduto pochi giorni fa, oltre che essere un fatto lesivo della mia dignità di persona e di cittadino, è sopratutto l’emblema dell’ennesimo “spreco all’italiana”. Ma andiamo con ordine. Martedì 4 settembre mi trovavo nella stazione di Piacenza (premetto che, attualmente, vivo a Lecce). Attendevo la coincidenza con il treno 9826 delle ore 19.41, che da Piacenza mi avrebbe portato ad Alessandria. Circa mezz’ora prima della partenza vengo a conoscenza del fatto che il treno in questione portava circa 150 minuti di ritardo, causa occupazione dei binari da parte di alcuni operai. Il ritardo era destinato ad aumentare con il passare delle ore (infatti, alla fine della sua corsa, il treno ha accumulato oltre 180 minuti di ritardo)… Iniziai seriamente a preoccuparmi: una volta giunto in Alessandria , infatti, il mio viaggio non sarebbe terminato lì… Dovevo prendere ancora altri mezzi per giungere nel luogo finale di destinazione: con un simile ritardo li avrei sicuramente persi! Inoltre, trovare un albergo attrezzato per disabili all’ultimo minuto è praticamente impossibile! Insomma, intravedevo delinearsi all’orizzonte la netta possibilità di dover passare la notte in stazione. Così, cercai d’informarmi sul fatto se avessi potuto per caso prendere qualche altro treno in direzione Alessandria. Per circa un’ora continuai a chiamare ininterrottamente la Sala Blu di Bologna (le Sale Blu sono gli uffici che coordinano il trasporto dei disabili sui treni…”

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