La minaccia è apparsa sul profilo Facebook del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle: “Favia andrebbe sgozzato in piazza – scrive l’anonimo utente che si nasconde sotto il nick Stage couture – Ancora in televisione, ancora a intascarsi lo stipendio intero, ancora a credere a giornalisti, ancora a denigrare chi gli ha dato la possibilità di agire. Quest’uomo di m… dovrebbe essere ammazzato per dare l’esempio. Esempio chiaro: chi si permette di comportarsi cosi va eliminato. Basta compassione e perdono. Questa gente è nostra nemica”.

Le minacce sono apparse sotto un post nel quale Favia raccontava di aver rifutato l’invito ad andare in tv ospite di Bruno Vespa. “Mi ha cercato la redazione di “Porta a Porta” di Bruno Vespa, invitandomi in trasmissione – aveva scritto il consigliere – Chiedo subito:’Finalmente avete deciso di parlare del rinvio a giudizio di Vasco Errani? Del milione di euro alla cooperativa del fratello?’. No, volevamo tornare sul suo fuorionda. Grazie dell’invito ma preferisco di no. Però se vuole posso spiegare agli scenografi com’era disposto il bar per aiutarli a fare il plastico”.

La redazione di Porta a porta reagisce subito alla versione del consigliere grillino Giovanni Favia, che oggi ha rivelato su Facebook di aver detto no a un invito del programma di Bruno Vespa. 

“Abbiamo invitato Favia per una puntata sul grillismo, lui ci ha risposto chiedendoci se l’avevamo invitato per parlare del rinvio a giudizio di Errani, si legge nella nota della redazione. Porta a porta gli ha risposto: “Il tema è il grillismo ma a Porta a porta non ci sono censure”. Il consigliere Favia ha replicato: ‘La ringrazio ma per il momento non intervengo più sulla questione”.

Sulla questione delle minacce, invece, ha iniziato a muoversi la polizia postale che non dovrebbe avere particolari difficoltà a capire se si tratta del post di uno squilibrato oppure se la faccenda è più seria.

Intanto Favia si trova a fronteggiare una battaglia sempre più solo. L’ultimo a prendere le distanze, seppur incoraggiandolo a non dimettersi, è stato Andrea Defranceschi, l’altro consigliere regionale dell’Emilia Romagna eletto con il Movimento, finito a sua volta nel mirino di Grillo & Casaleggio pochi mesi fa, quando venne invitato ad andare nel Pd, l’uomo che con Favia aveva stretto un sodalizio da molto tempo e che per tutti sarebbe stato con Favia anche questa volta. Invece le sue parole, pronunciate durante una trasmissione dell’emittente emiliana E’ Tv,  questa volta sono di solidarietà, ma anche di critica: “È stato ingenuo a confidarsi dicendo parole che credo non pensi e usando degli aggettivi che io non gli avevo mai sentito dire. Era un momento in cui era particolarmente arrabbiato, ha detto cose che non aveva mai detto neanche a me. Le cose peggiori che ha detto e che fanno più male a chi nel territorio si dà da fare e ci crede davvero, sono state quelle sugli infiltrati di Casaleggio, che non esistono. Detto questo mi auguro di poter lavorare con Giovanni fino alla fine del mandato. Prima di tutto è un amico, e non solo un collega”. Al fattoquotidiano.it, Defranceschi, ha aggiunto:  “Il tg di E’ tv ha mandato dei frammenti di un’intervista rilasciata a Dedalus che dura 16 minuti. In cui dico sì che Giovanni ha sbagliato nei modi, ma anche che il problema che ha sollevato, quello della gestione del logo esiste, esiste ed è reale, e non è semplice trovare le soluzioni.Il portale non c’è ancora e anche questo è un problema. Io non ho scaricato nessuno.  La gente ha capito che ha agito in buona fede”.

Favia, da parte sua, in serata, scrive su Facebook: “Chi fomenta odio, falsità, maldicenze e bassezze sul mio conto, è complice di questi comportamenti e nemico del Movimento. La campagna di fango nei miei confronti, non squalifica me, ma coloro i quali se ne rendono protagonisti, danneggiango anche la credibilità del m5s. Mi consolo con Democrito “Se subisci un’ingiustizia, consolati: la vera infelicità sta nel commetterla”.