Non ci sono parole per commentare la decisione del Ministro della salute della Repubblica italiana, Balduzzi, di ricorrere alla Grande Chambre della Corte europea dei diritti umani contro la sacrosanta decisione della Corte di dichiarare che la legge n. 40 sulla procreazione assistita, in particolare gli artt. 4 e 13,  comporta la violazione dell’art. 8 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali relativo al rispetto della vita privata e familiare.

Infatti tale legge priva i genitori non sterili ma  portatori di malattie geneticamente trasmissibili della possibilità di accedere alla fecondazione assistita e a  sottoporre ad analisi genetica l’embrione da installare al fine di identificare eventuali malattie. La Corte ha rilevato il carattere astruso e contraddittorio di tale divieto, anche alla luce del fatto che è invece possibile in tal caso il ricorso all’aborto terapeutico. Il divieto accennato costituisce pertanto un’ingerenza ingiustificabile nella vita privata e familiare. Le motivazioni addotte dal governo italiano, che saranno con ogni probabilità riproposte, riguardavano in modo estremamente apodittico “i rischi per la salute della donna e del bambino” e “la dignità della professione medica”, ma più significativo deve ritenersi il riferimento a una non meglio precisata “deriva eugenetica“, concetto nel quale riecheggiano le improprie e indebite preoccupazioni della Chiesa cattolica, la quale deve essere ritenuta la vera ispiratrice e fonte dell’atteggiamento del governo italiano, come dimostrato anche dai riferimenti del ministro Balduzzi a una improbabile “soggettività giuridica dell’embrione”, in linea con le ideologie più reazionarie della destra cristiana internazionale.

Ispiratrice e fonte, a quanto pare, anche dell’ulteriore improvvida decisione di ricorrere al Consiglio dei ministri. Singolare davvero, riguardo alla sentenza, l’affermazione del cardinale Bagnasco secondo il quale ” c’è stato un superamento, un surclassamento della magistratura italiana”. Evidentemente lo studio della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali e dei meccanismi deputati ad assicurarne il funzionamento e la vigenza non rientra tra le materie di studio dei porporati.

Malissimo.Visto che le politiche dello Stato italiano le decidono loro che almeno ricevano un’adeguata formazione giuridica. Anche in questa vicenda, il governo Monti conferma la sua natura di peggio del peggio, espressione non solo di interessi e valori della finanza disumana che sta distruggendo il nostro Paese, ma anche del più retrivo fondamentalismo di stampo cattolico.

Personalmente sono un ammiratore di Gesù Cristo e di chi ne segue in modo coerente l’insegnamento. Ma, come cittadino italiano non sono più disposto ad ammettere che le politiche del mio Stato siano decise, da una classe politica bipartisan di servi e conformisti, in ossequio alle scelte e visioni di un’oligarchia ecclesiastica composta da maschi anziani che, nella loro maggioranza, non hanno mai avuto occasione di procreare e quindi non hanno alcuna idea di ciò che significhi essere genitori.

Ciò vale per la procreazione assistita e il depistaggio genetico, come per le coppie di fatto, il matrimonio gay e molti altri temi che dovrebbero vedere il prevalere incondizionato delle istanze di libertà e responsabilità dei singoli sulle visioni bacchettone della Chiesa, interessata esclusivamente a mantenere il proprio anacronistico monopolio ideologico limitando le scelte della gente, in una società in cui è oramai da tempo in minoranza e continua a prevalere solo in virtù dello scandaloso servilismo di una classe politica vergognosa. 

Si discute, di questi tempi, che cosa sia la sinistra e se abbia ancora un senso definirsi di sinistra. A mio avviso, come argomenterò in un prossimo blog, il concetto ha oggi più senso che mai, a patto di interpretarlo correttamente. La laicità dello Stato, specie in un contesto multiculturale come quello nel quale oramai tutti operiamo, costituisce senz’altro un tratto fondamentale di un pensiero politico di sinistra e non solo di sinistra. A meno di finire insieme all’Iran degli ayatollah, all’Arabia Saudita o agli Stati Uniti dove sempre più forte è la nefasta influenza del fondamentalismo.