Abbiamo creato un mostro. Di nome fa Federica, di cognome Pellegrini. E no, non sto partecipando al tiro al piccione, sport nazionale che prende di mira la star di turno per massacrarla dopo averla osannata anche oltre i suoi reali meriti. Ma il flop olimpico della ragazzona veneta, che in passato ci aveva abituati troppo bene, non è colpa sua. Non solo, almeno. Perché se è vero che arrivare spompati fisicamente a un appuntamento così importante non dipende mica dai giornalisti, è altrettanto vero che negli ultimi anni abbiamo usato la Pellegrini come un feticcio da esibire in ogni circostanza: da Miss Italia a Sanremo, dal salotto di Bruno Vespa alla sagra della salsiccia. E lei, ammettiamolo, nella notorietà sguazza meglio che in piscina. Si è goduta i soldi degli sponsor, gli spot di biscottini ed energia elettrica, le copertine, il gossip. Si è trovata così bene nei panni della diva che si è scordata che il suo mestiere non è quello di scendere le scale dell’Ariston ma mulinare braccia e gambe e toccare il traguardo prima delle sue avversarie.

Ma chi di noi, a vent’anni, si sarebbe comportato diversamente? Ipocriti a parte, quasi nessuno si farà avanti. E allora riflettiamo su quanti danni ha provocato quello che banalmente si chiama “circo mediatico”, giornalisti frivoli e patinati in primis, che hanno rimestato nel torbido di una vita sentimentale rocambolesca per riempire le pagine dei loro giornali di fuffa e rivenderla ai lettori boccaloni. Prima il triangolo Pellegrini-Manadou-Marin, poi la storia d’amore con Filippo Magnini, ecco che il fenomeno del nuoto italico diventa mangiatrice di uomini e nelle ospitate televisive viene conciata come una bellone da cinema anni Cinquanta, con vestiti appariscenti e “scostumati” che fanno quasi ridere su quel corpo statuario e levigato da ore di allenamenti in piscina. Poi, dopo quattro anni di tournée che nemmeno i tronisti di Maria, ecco che arriva l’appuntamento più importante, Londra 2012, e tocca svegliarsi dal sogno (o incubo?) di una fama vissuta sconsideratamente. Risultato? Lei, la Bella Addormentata in piscina, dorme ancora. Mentre le altre filano via come motoscafi, a sfilarle dal collo le medaglie di Pechino.

E allora, visto che cosa fa quando non si allena ormai lo sappiamo fino allo sfinimento, cominciamo a chiederci cosa fa quando si allena, Federica Pellegrini. E anche quando non si allena, lasciamola stare. Lasciamola ripiombare in un giusto e sacrosanto anonimato che la aiuti a ritrovare la dimensione di atleta perduta. Non la colpevolizziamo oltre il dovuto, ma non cominciamo uno psicodramma nazionale che duri mesi e mesi. Testa bassa, sudore e fatica. E andiamo a riprenderci le medaglie.