Per la prima volta dal massacro di Aurora, Barack Obama ha parlato di armi e della necessità di porre limiti e restrizioni al loro acquisto. In un discorso a New Orleans, davanti alla platea della National Urban League, il presidente degli Stati Uniti ha detto che ‘‘molti proprietari di armi convengono sul fatto che gli AK-47 appartengono ai soldati, non ai criminali – che gli AK-47 appartengono ai campi di battaglia, non alle strade delle nostre città’’. L’intervento di Obama è stato attentamente preparato dal suo staff e arriva dopo giorni di silenzi e di pure espressioni di cordoglio. Nelle ore immediatamente successive alla strage, Obama aveva parlato di una ‘‘tragedia senza senso, che va al di là della ragione’’, assicurando l’impegno del governo federale per portare il colpevole davanti alla giustizia. In una visita a familiari delle vittime e superstiti, domenica, aveva poi spiegato di essere venuto ad Aurora ‘‘non tanto come presidente, quanto piuttosto come padre e marito’’, per condividere ‘‘lacrime e abbracci’’ con chi è stato colpito da una tale devastante tragedia.

I suoi silenzi ‘‘politici’’, il suo insistere sulla dimensione umana della strage e non sui suoi risvolti legislativi, economici, sociali, aveva irritato non poco chi negli Usa si batte per misure più severe in tema di gun control. Il discorso davanti ai membri della National Urban League (un gruppo per i diritti civili degli afro-americani) è quindi la prima occasione in cui Obama va al di là della semplice espressione del dolore. Il presidente ha detto di credere, come la maggioranza degli americani, nel secondo emendamento e nel diritto di portare un’arma, che sono, ha spiegato, ‘‘parte della nostra più cara eredità nazionale’’. Eppure, ha aggiunto Obama, ‘‘la grande maggioranza degli stessi proprietari di armi sono d’accordo sul fatto che si debba fare tutto quanto è possibile per prevenire criminali ed evasi dall’acquistare fucili e pistole. E che dovemmo quindi controllare il passato criminale di chi acquista un’arma; che non dovremmo permettere che una persona mentalmente squilibrata possa entrare così facilmente in possesso di un’arma. E’ una questione di buon senso’’. Non è chiaro a questo punto cosa l’appello di Obama possa significare.

L’allusione a ‘‘controlli più severi’’ sulla vendita di armi potrebbe essere il preludio a un inserimento del tema del ‘gun control’ nella campagna elettorale, con la proposta di misure legislative nuove, e più restrittive, per chi vuole dotarsi di una pistola o di un fucile. Le parole del presidente potrebbero però essere soltanto un modo per chiedere agli Stati e alle amministrazioni locali di applicare in modo più attento la legislazione esistente. Farebbe propendere per questa seconda ipotesi l’assenza, nel discorso di Obama, di ogni riferimento al Federal Assault Weapons Ban, il bando alla vendita di armi d’assalto ai civili, scaduto nel 2004 e mai rinnovato. E del resto, secondo molti osservatori, sarebbe un suicidio politico opporsi alla National Rifle Association (Nra) e alla lobby delle armi a pochi mesi dalle elezioni. Obama non avrebbe alcuna possibilità di fare passare una nuova legge attraverso la Camera e il Senato. Di più. L’appello anti-armi rischierebbe di far perdere a Obama voti importanti in stati contesi tra repubblicani e democratici come l’Ohio, la Virginia e la Pennsylvania, dove si trovano buona parte dei quattro milioni di membri della Nra. Il discorso di Obama ha coinciso con l’ennesimo no al gun control di Mitt Romney, il probabile candidato repubblicano alla Casa Bianca. Romney, in un’intervista a Brian Williams di NBC, ha spiegato che non c’è bisogno di approvare nuove leggi o porre ulteriori restrizioni. James E. Holmes, responsabile del massacro di Aurora, ‘‘costruiva bombe che sono illegali – ha detto Romney -. Il fatto che ciò sia contro la legge, non gli ha impedito di farlo’’. Alla domanda su possibili limiti e controlli alla vendita di larghe quantità di armi e munizioni via Internet, il candidato repubblicano ha spiegato che a suo giudizio ‘‘non è possibile prevenire le persone che vogliono fare danni dall’essere capaci di comprare cose che provocheranno quei danni’’. Anche Romney ha detto di essere un deciso sostenitore del secondo emendamento e ha aggiunto che l’unico modo per limitare la violenza è ‘‘cambiare il cuore degli americani’’.