Da Nicole Minetti ci si attendono dimissioni. Questo dice il suo partito. Lei, con la sfrontatezza di sempre, replica “nemmeno per sogno”. E diventa l’eroina del web. L’ultima delle “donne vittime” dei maschi cattivi, da difendere ad ogni costo. Anche se è arrivata dov’è facendo dei gran pernacchi alle donne che discutono di merito, di pari opportunità e della necessità di smetterla di contare qualcosa solo se “approvate, sostenute e sistemate” da un uomo.

La signora Minetti è uno degli esempi viventi di come le donne siano messe male in Italia tanto che la difendono perchè ” attaccata in quanto sesso debole”.

Per bacco, mi dico. Siamo arrivati a questo? Alla necessita di difendere il nostro sesso anche quando è indifendibile? Cioè dobbiamo volontariamente farci del male? Io la signora Minetti, non la difendo e non mi stupisco che oggi sia lei “l’anello debole” al quale si chiede il “bel gesto”. Se una persona (uomo o donna che sia) arriva immeritatamente ad occupare un ruolo solo per volontà e interesse di altri, sarà sempre ricattabile e dovrà sempre essere pronta a pagare il suo debito. E’ una variante “in doppio petto” della mentalità mafiosa. Secondo me.

E non casco nelle stantie affermazioni che recitano “perche’ solo lei? lei non è peggio di altri. Tutti dovrebbero dimettersi”. Bene, concordo. E se per una volta invece di fare uno più uno eguale a zero facessimo uno più uno eguale a due, chiedendo e pretendendo, dopo le dimissioni sacrosante della signora Minetti, anche quella di tutti coloro che sono indagati per reati vari? Quando la smetteremo con questo atroce vizio di auto assolverci in virtù di quel “sono tutti cosi”? O (orrore) “c’e’ molto peggio”

La signora Minetti oggi è chiamata al sacrificio (ripeto, sacrosanto!!!!) dai “capi” del suo partito che, senza che ne avesse le qualita’, le hanno consentito di occupare un ruolo istituzionale (che meriterebbe un certo livello di competenza) retribuito, peraltro, con i nostri soldi. Sentirmi solidale perchè è donna? Nemmeno per idea.

Mi sento, invece, solidale con Rosy Bindi della quale non condivido, nemmeno lontanamente, la posizione sui matrimoni gay. Io e l’onorevole Bindi (donna che stimo per altri aspetti) non potremmo essere più distanti su questo punto. Eppure trovo sgradevoli, come le trovavo sgradevoli quando ad esprimerle era Silvio Berlusconi, le offese volgari (in quanto attacchi personali e non politici) che le sono state rivolte da Beppe Grillo il quale, ahimè, non sembra aver capacita’ di esprimersi se non attraverso un turpiloquio orribile da sentire sulla bocca di chi parla a nome e per conto (diciamo che ne è il leader) di un movimento politico che è già all’interno delle istituzioni e che mira ad esserci in maniera ancora piu’ ampia.

Per quelle offese volgari, gratuite, patetiche e di berlusconiana memoria, caro Beppe Grillo, dovrebbe chiedere scusa. Ma sono certa che non lo farà. Visto però che, da ieri, improvvisamente, è diventato il paladino dell’amore omosessuale, usi le parole appropriatamente: venire allo scoperto di dice “fare coming out” e non “fare outing”. Ho sbagliato anche io tempo fa, poi ho imparato. Lo faccia anche lei.