Per Francesco Boccia si è trattato di “un’assemblea sfuggita di mano quando era già finita“. Sarà ‘colpa’ della “gestione burocratica” di Rosy Bindi. Fatto sta che la bagarre sui matrimoni gay all’assemblea del Pd  ha oscurato l’agenda del Pd di governo, che nelle intenzioni di Pier Luigi Bersani doveva essere al centro dell’assemblea. E intanto scoppia la polemica tra gli elettori di centrosinistra e nel mondo politico. I democratici sono “farisei” e “sepolcri imbiancati” per Beppe Grillo, che li sollecita a “fare outing”. Antonio Di Pietro invece li invita a sostenere il ddl sul pieno riconoscimento dei matrimoni gay, già depositata in Parlamento dall’Idv (Pdl 5338). “Quella sui diritti della persona è una battaglia che dovrebbe essere trasversale e condivisa da tutti: laici e cattolici”, scrive il leader dell’Italia dei Valori sulla sua pagina Facebook, convinto che “i diritti della persona sono l’elemento qualificante per ogni democrazia e dovrebbero essere condivisi da tutto il centrosinistra, senza tentennamenti”. Ma a spezzare una lancia a favore del dibattito interno al Pd è la deputata Paola Concia, unica lesbica dichiarata in Parlamento, che invita a non strumentalizzare la battaglia e ricorda che il suo partito ha già depositato un ddl analogo. In area democratica Rosy Bindi, “responsabile” della bagarre, si difende:  “Non è giusto che dopo un lavoro proficuo di tutti questi anni – puntualizza ai microfoni di SkyTg24 – e un partito che si candida a governare il Paese con un programma importante, si permetta che una minoranza di 38 persone faccia apparire il Pd spaccato, su temi che andranno comunque approfonditi”. 

Giustificazioni insufficienti per Beppe Grillo, che è intervenuto sul suo blog in maniera netta contro la chiusura del Pd. “Sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ognuno deve poter vivere la propria vita con lui o lei tutelato dalla legge”, ha scritto il leader 5 Stelle sul suo blog. “All’assemblea del pdmenoelle – prosegue nel post – si è discusso principalmente di un fatto che dovrebbe essere scontato, pacifico: le nozze gay e i diritti delle coppie omosessuali. La Bindi, che problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti, ha negato persino la presentazione di un documento sull’unione civile tra gay. Vade retro Satana. Niente sesso, siamo pidimenoellini”, osserva il comico, che accusa di ipocrisia chi continua a negare i diritti alle coppie omosessuali. “Questi farisei, sepolcri imbiancati spruzzati di un rosso antico ormai stinto, pretendono di dettare le regole della morale. Una Bindi, un Bersani, un Rutelli. Quanti sono gay nel pdmenoelle e non lo dichiarano? Fate outing, vi farà bene. I vostri nomi sono già conosciuti. Non c’è nulla di male a essere gay. Fa invece schifo negare diritti sacrosanti – conclude Grillo – per un pugno di voti”. 

Mette un freno alle polemiche Paola Concia che, come il responsabile organizzazione del Pd Nico Stumpo, si rivolge a Di Pietro e Grillo e considera “segno di vitalità” il dibattito nel Pd. Chiede a entrambi di “non strumentalizzare il seppur faticoso ma sacrosanto confronto tra i democratici” e, quanto alla proposta di legge targata Idv replica al leader del partito. “Caro Di Pietro – spiega la Concia – , ti rispondo senza polemica ma per amore della verità. Il Pd ha una proposta di legge sull’estensione del matrimonio agli omosessuali uguale alla tua, che vede la sottoscritta come prima firmataria e depositata l’8 agosto del 2008. Quindi basterebbe che i deputati del Pd sostenessero, come è giusto che sia, la proposta di legge della loro collega di partito, tra l’altro firmata recentemente da Furio Colombo”. Prioritario secondo la deputata “costruire una proposta comune che sia alla pari delle grandi forze progressiste europee. Per questo – conclude Concia – vi chiedo con tutto il cuore di non fare propaganda sulla pelle dei cittadini omosessuali”.

Soddisfazione per il presidente di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola che su Twitter scrive: “Crolla il muro dell’ipocrisia”. Il governatore della Puglia ritiene che “il Medioevo italiano è durato fin troppo” e sul sito di microblogging aggiunge che ora “la politica è costretta a fare i conti con la richiesta sacrosanta del matrimonio gay. Basta con frammenti di diritti, vogliamo diritti interi, eguali per tutti”.  

ASSOCIAZIONI GAYPaolo Patanè, presidente nazionale Arcigay, invita il Pd a esprimere con chiarezza la sua posizione. Con Grillo, osserva, “si allarga il club dei sostenitori di una fondamentale misura di giustizia che realizzi l’eguaglianza delle persone e delle coppie gay e lesbiche, riconoscendogli la possibilità di contrarre matrimonio civile”. Elenca i politici che all’estero sono a favore delle unioni omosessuali, come “Cameron, Obama, Hollande, Castro” e chiede: “Bersani che dice? Che dice il Pd? Il Pd continua a pensare che saranno i piccoli passi a cambiare il Paese e non si accorge che è proprio quello il metro mediocre che ci schianta e ci isola mentre il mondo corre. I diritti caro Bersani non si concedono a ‘scaglie’, o per elemosina, ma nella loro interezza per autentico rispetto delle persone e delle loro vite. Bravo Grillo. E il cilicio – conclude il presidente dell’Arcigay – lo tengano altri. Noi vogliamo sposarci”. Anche per Aurelio Mancuso, presidente e fondatore di Equality Italia, sono necessari ”chiari impegni politici” e Marco Volante di Linfa (Lega Italiana Nuove Famiglie) “si associa all’invito del leader dell’Italia dei Valori e invita tutti gli esponenti politici progressisti a sostenere la PdL 5338”.