L’affaire Cassano fa ancora discutere. Qualche considerazione con voto annesso.

Cassano (s. v.)

Molti lo hanno giustificato. Pierluigi Pardo, telecronista Mediaset e autore della sua biografia: “So che Cassano non è omofobo (lo conosco bene), ciò non toglie che abbia sbagliato grosso a dire quelle cose e a usare quella parola. (..) L’ho sentito. Era sinceramente dispiaciuto, non voleva offendere nessuno”. Stefano Menichini, direttore di Europa: “Fioroni è contro i matrimoni gay, Cassano parla come a Bari Vecchia. Punto. Francamente mi pare che qui si cerchi gente da mostrificare”. E Stefano Meloccaro, volto Sky, ancora su Twitter : “Tutti quelli che fanno i bacchettoni con Cassano, in privato avrebbero detto la stessa cosa. Ma sai che vuol dire, tutti?” (secondo Meloccaro, evidentemente, tutti gli italiani chiamano “froci” i gay e si augurano di non trovarseli attorno). La tesi: “Cassano è ignorante, poveretto, perché infierire?”. Nessuno ha mai preteso che emulasse Heidegger, ma possibilmente neanche Giovanardi. Emblematica, del suo show, la frase: “Se penso quello che dico” (no). Notevoli le scuse: “L’omofobia è un sentimento che non mi appartiene”. Più che altro, l’omofobia non è un sentimento.

Il giornalista che ha fatto la domanda (6)

È stato attaccato anche lui, perché doveva “parlare solo di calcio”. Vecchia storia: a un tennista chiedi solo di tennis (altrimenti poi scopri che non sa chi è Freud, tipo Federer). A un calciatore solo di calcio. A un panettiere solo di pane. La dittatura della specializzazione. E della noia. Quella domanda andava fatta: era una notizia. Oltretutto, come prefatore del suo ultimo libro, Cecchi Paone ha scelto Prandelli.

I cronisti che sghignazzavano (3)

Capita sempre così: quando un calciatore dice una sciocchezza, gran parte dei giornalisti ride. Si mostra solidale, amicona. È la stessa gente che, poi, il mattino successivo tuona contro le “frasi choc”.

La sobrietà di Libero (2)

Il giornale di Belpietro titolava ieri: “Ci vuole culo”. E alè. Libero è così: per andare contro i “benpensanti”, è convinto che basti scrivere castronerie grevi. Un po’ come quelli che, per fare i simpatici a cena, mollano un rutto. Ovviamente, se Cassano avesse detto “Escort? Speriamo di sì”, Libero avrebbe titolato: “Tutta questione di buchi”. Oppure: “Fallo penetrante”. O meglio ancora: “Campione di figa!”.

Cecchi Paone (5)

Con il suo outing ha compiuto un capolavoro: se lo critichi sei omofobo, quindi non puoi criticarlo. Siamo tutti molto felici, per lui, se ha avuto storie con giocatori della Nazionale di calcio. E magari di rugby, backgammon e financo di sumo (anche se quest’ultima immagine può generare traumi). Il punto è un altro: è davvero così indispensabile sapere a menadito ogni suo orgasmo? Più che una lotta per la libertà sessuale, il suo pare stalking: ai lettori, agli spettatori, al mondo. Che, avendo già i suoi problemi, delle esternazioni ormonali di Cecchi Paone farebbe a meno. Non per intolleranza: per disinteresse, o mera Legge dello Sticazzi.

Il Fatto Quotidiano, 14 Giugno 2012