Ascoltare i politici dopo i risultati delle amministrative è desolante. Parlano come se non fosse successo nulla di straordinario, sordi, come Napolitano, a ogni boom. Quasi insensibili anche al fatto che abbia votato solo il 50% degli elettori.

Nessun sentì quel fatal crì crì

Spigolature dopo le elezioni.
Della Lega sconfitta senza appello
parla il castigator Bobo Maroni,
a cavallo del suo padan cammello:

Fatta la traversata del deserto,
la Lega torna da protagonista“.
Non ha capito il povero inesperto
ch’è un bel miraggio l’oasi verde in vista.

Alfano dice con aria furtiva:
Siamo maggioritari nel paese“,
mentre qualcun gli dà l’alternativa
dopo le botte che il partito ha prese:

O ti dimetti oppure ti dimetti“.
La Santanché con Monti se la prende
e vuol che Berlusconi lo sgambetti,
mentre la Biancofiore, ahimé, si spende

perché ritorni in fretta il Cavaliere.
Crosetto dice: “Ci hanno massacrati
ed il fior fior delle forziste schiere
insiste per aver come alleati

Montezemolo, Passera e Casini
con i quali rifare la Dc.
Dall’altra parte fervono i festini
per il grande trionfo del Pd.

Dice Bersani alla poltrona avvinto:
Cari cronisti, non capite un cacchio,
non abbiamo perduto, abbiam non vinto
nei comuni di Parma e di Comacchio.

Malgrado le bugie che raccontate
noi contro Grillo non perdiamo ovunque:
abbiamo vinto a Budrio e a Garbagnate
che non son certo dei paesin qualunque“.

Si finge sordo il vincitor Bersani
mentre il rottamator vuol le primarie,
si mette a far casin la Serracchiani
e dei dc le schiere leggendarie

dei Letta, dei Fioroni e dei Veltroni
han visto che con Vendola e Di Pietro
i risultati sono stati buoni
e temon del Pd la marcia indietro

nell’amplesso col bel Pierferdinando.
Nel sentire i politici parlare
viene da domandarsi: “Chissà quando
capiran che in Italia va a votare

degli elettori solo la metà
e gli altri stan correndo verso Grillo?
Questo plotone di quaraquaquà
la pensa come il presidente arzillo

che nessun boom afferma aver sentito.
Il giorno in cui qualcosa capiranno
il loro turno sarà ormai finito…
Belin, quel Grillo!“, con stupor diranno.