Equitalia di nuovo nel mirino dopo gli episodi di violenza in tutta Italia di due settimane fa. Un falso allarme bomba è scattato a Salerno nella sede dell’ente di via delle Calabrie. Sul posto sono arrivati gli artificieri e le forze dell’ordine. All’interno dell’ufficio vi erano una cinquantina di persone tra dipendenti e contribuenti, che per precauzione sono stati fatti evacuare immediatamente. Intanto una busta gialla, priva di provenienza o mittente, contenente la segnalazione di un allarme bomba alla sede di Equitalia di Salerno è stata fatta arrivare alla redazione dell’edizione locale del  quotidiano “Il Mattino”. All’interno della lettera c’era scritto “bomba ad alto potenziale nella sede di Equitalia Salerno” e in calce la scritta “Catanzaro, 19-5-2012”. Accanto alla sigla Fai, che nei giorni scorsi ha rivendicato l’attentato all’amministratore delegato di Ansaldo Energia Roberto Adinolfi a Genova, all’interno della busta compariva la scritta “Cellula armata del sud Italia”. E’ durato oltre tre ore il lavoro degli artificieri della polizia e dei carabinieri per cercare l’ordigno. La bonifica dei locali da parte degli uomini delle forze dell’ordine ha dato esito negativo. Gli uffici di Equitalia, comunque, rimarranno chiusi nel pomeriggio. 

A Pescara invece è scattato l’allarme per una lettera. Prima delle 14 sono stati fatti evacuare gli uffici al cui interno c’erano sessanta dipendenti e pochi contribuenti. A far scattare l’evacuazione è stato un plico sospetto, arrivato al settore posta, con all’interno della polvere. L’intero terzo piano è stato chiuso ai lavoratori. Sono immediatamente scattate le procedure di controllo da parte delle forze di polizia. Sembra accertato che non si tratti di polvere da sparo. 

Ancora questa mattina una lettera anonima con insulti e minacce a Equitalia è stata recapitata alla redazione di Rovereto del quotidiano L’Adige. Nella busta c’era una lama di coltello da cucina. La missiva è stata acquisita dal nucleo di polizia giudiziaria dei carabinieri e consegnata agli inquirenti della Procura di Rovereto per gli accertamenti del caso. Dopo un insulto, l’anonimo autore della missiva minaccia l’ente di riscossione e i familiari. “A breve ci scapperà il morto, siete peggio delle SS, tu (…) sarai la prima”, conclude l’anonimo che sotto la scritta in stampatello ha attaccato la lama con della colla liquida. Gli inquirenti stanno ora valutando se si tratti di un mitomane o se l’avvertimento vada preso sul serio. Nei giorni scorsi una scritta era comparsa sul muro della sede di Equitalia di Rovereto.

Il 3 maggio scorso un imprenditore, con un debito accertato di poco più di 2000 mila euro, aveva fatto irruzione nella sede di Equitalia di Romano di Lombardia (Bergamo) e aveva preso in ostaggio i dipendenti. Il sequestro era terminato dopo sei ore di trattative dopo l’intervento di un brigadiere dell’Arma dei carabinieri.