Lucca ha il primo governo di centrosinistra dal dopoguerra, a parte una parentesi dal 1994 al 1998 quando fu sindaco Giulio Lazzarini con una lista civica sostenuta dalla sinistra.

Quando venni a vivere qui, nel 2000, Lucca era governata dal sindaco Pietro Fazzi, eletto nelle liste di Forza Italia; nel 2005 venne poi sfiduciato in consiglio comunale dal suo stesso partito per le cattive relazioni con Denis Verdini e l’allora presidente del Senato Marcello Pera che qui a Lucca era un’eminenza grigia e avrebbe voluto fare qualche favorino all’Enel. Nelle elezioni amministrative del 2007 vinse con un 57 % Mario Favilla, ex democristiano poi passato nel partito di Berlusconi. Scomparso Pera nei meandri del Vaticano, Favilla governa indisturbato e inefficiente fino a ieri; in queste elezioni Fazzi è tornato alla carica con una sua lista indipendente sostenuta dall’Udc. Mauro Favilla, che ha 78 anni, viene sconfitto al primo turno. Fazzi va al ballottaggio con il candidato del centrosinistra, Alessandro Tambellini, che ieri ha vinto prendendo quasi il 70 % dei voti. L’astensionismo è stato altissimo; ha votato per Tambellini solo un lucchese su tre, ma il risultato per noi che viviamo qui, è sensazionale.

Chi è stato a Lucca, ricorderà le bellissime mura che circondano la città. Mi hanno raccontato che nel 1870 il comune di Lucca, dopo lunghe trattative con il neonato governo italiano, riscattò le mura perché restassero proprietà della città, opponendosi alla demolizione e alla svendita come era accaduto per molti beni demaniali. La demolizione avrebbe sancito l’appartenenza della città alla nuova Nazione; i cittadini si tassarono permettendo al comune di riscattarle. Un gesto di ribellione in nome di un sano conservatorismo. Qualcosa di simile deve essere scattato nelle teste quando hanno letto i candidati sindaci del centrodestra di queste elezioni: e deve essere stato un “no, adesso basta”.

Tambellini si trova a governare una città in cui l’immobilismo culturale e sociale è notevole. Molti anni fa quando Menotti cercava una luogo disposto ad accogliere il Festival dei due Mondi, chiese a Lucca che rifiutò e così si spostò a Spoleto. Il teatro della città è stato a un passo dal fallimento e non riesce a presentare un cartellone accattivante. I due cinema che propongono film di qualità grazie ad associazioni di volontari, il “cineforum Ezechiele” e “il circolo del cinema”, rischiano di chiudere. I biglietti del Lucca summer festival costano in media sui 40 euro. Non c’è un mercato alimentare giornaliero come ho visto in tutte le piazze d’Italia, con i banchi di formaggi, carne, verdure. Il signor Caprotti di Milano, proprietario del marchio Esselunga ha aperto a Lucca sei enormi supermercati, gettando sul lastrico molto commercio al minuto.

L’unica iniziativa che fu fatta per gli studenti tempo fa, fu una carta di credito per fare acquisti nei negozi di abbigliamento convenzionati con uno sconto del 10 per cento. Avvilente.

I trasporti pubblici tra città e campagna sono quasi inesistenti; chi ha letto Ofelia e il gelo, sa che non c’è lungo la più importante via che collega Lucca alla Garfagnana una fermata di autobus provvista di pensilina; se qualcuno delle colline dove abito volesse andare in città con i mezzi pubblici dovrebbe percorrere più di tre chilometri a piedi e sfruttare una delle tre possibilità nell’arco delle 12 ore. I ragazzi sono dipendenti dai genitori, se non hanno la fortuna di avere un motorino e la crisi non invoglia a usare l’automobile. L’unico evento che rallegra la città e porta gente creativa e piena di vita è Lucca comics che sopravvive nonostante le continue lamentele e gli attacchi di una parte dei cittadini.

Buon lavoro sindaco Tambellini e conti su di noi; anche se siamo solo un elettore su tre.